500 miliardi di volumi al debutto: i numeri shock del protocollo DeFi che sta sfidando Wall Street
C'è molto entusiasmo in DeFi per questo progetto, che in pochi giorni ha già fatto registrare metriche importanti.
19:47 • Pubblicato 12/10/2026
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Durante il weekend è andato live uno dei protocolli più attesi dai degen del mondo DeFi: parliamo di Papertrade, una piattaforma nata con l’idea di offrire incentivi economici agli utenti che perdono denaro con il trading. Al primo giorno dal lancio, avvenuto sabato 10 ottobre, ha attirato volumi di trading clamorosi, superando la soglia dei 500 miliardi di dollari, con un nozionale amplificato però dalla possibilità di andare in leva fino a 1.000x.
Con questi numeri, Papertrade può vantare di aver superato addirittura le contrattazioni del NASDAQ nella maggior parte delle sue sessioni giornaliere registrate ad ottobre. Ci sono tuttavia alcuni aspetti (non proprio rassicuranti) che giustificano i risultati da capogiro messi a segno da questo protocollo, di cui sentiremo sicuramente parlare ancora molto nelle prossime settimane.
Come funziona Papertrade?
Ve ne avevamo parlato prima ancora del lancio ufficiale, definendo Papertrade come l’esperimento DeFi più folle di sempre, e a distanza di pochi giorni possiamo dire che non avremmo potuto descriverlo in modo più azzeccato.
Per riassumere il funzionamento della piattaforma: si tratta di un exchange di trading perpetual sintetico costruito al di sopra dei BBO di Hyperliquid, ossia basato sui prezzi medi di mercato forniti dai suoi oracoli, che permette di fare trading fino a leva 1.000x su Bitcoin ed Ethereum. Papertrade non presenta order book né matching engine: gli utenti scambiano contro il pool di liquidità gestito dal protocollo, con regolamento delle posizioni (PnL) determinato dalle variazioni del sottostante.
C’è anche un token nativo della piattaforma, PAPER, che per il momento non è trasferibile on-chain e non presenta un libero mercato. Può essere ottenuto solo ed esclusivamente chiudendo un trade in perdita o venendo liquidati, e se messo in staking permette di ottenere una quota dei ricavi del protocollo. Questi ultimi, i ricavi, non derivano dalle fees di trading, che sono assenti, ma da una trattenuta sulle perdite degli utenti.
Ora, al di là del sorpasso goliardico nei confronti del Nasdaq, frutto solo di una leva finanziaria clamorosamente alta che non rispecchia il vero capitale impegnato nella piattaforma, dobbiamo riportare altri dati che rendono bene l’idea di quanto il debutto di Papertrade sia stato seguito dagli investitori.
I dati a due giorni dal lancio di Papertrade
Fino ad ora il protocollo ha attirato oltre 350 milioni di dollari di open interest su BTC82.391 $▼ -1,79% ed $ETH, con volumi di trading cumulativi pari a 819 miliardi di dollari.
Vista l’alta leva finanziaria in gioco, e soprattutto visto l’incentivo di emissione del token $PAPER, gli utenti hanno perso – più o meno volontariamente – circa 32,4 milioni di dollari. D’altro canto però, gli staker della stessa moneta hanno raccolto 26,3 milioni di dollari di reward in stablecoin, con i primi arrivati che sono riusciti a mintare $PAPER a un costo più basso, e di conseguenza a realizzare notevoli profitti.
Gli utenti attivi in questi primi giorni sono saliti a 16.400 indirizzi, un numero significativo per un protocollo che presenta un modello del tutto nuovo in DeFi. Il TVL si attesta intorno ai 59 milioni, in calo rispetto al picco dei 140 milioni registrato poco dopo il debutto (molti “mercenari” sono scappati), con un movimento tutto sommato coerente allo spirito estremamente speculativo su cui si basa l’intero progetto.

I limiti strutturali del protocollo e i tentativi di manipolazione delle balene
Nonostante questi numeri molto interessanti, non tutto è andato liscio come l’olio durante la fase di lancio di Papertrade. Infatti qualche balena (qui puoi seguire i loro movimenti con il nostro tool gratuito) ha provato ad approfittare di un modello di questo tipo, cercando di svuotare l’House della piattaforma, ossia il pool di liquidità che funge da controparte per le operazioni degli utenti e da cui vengono coperti i profitti dei trader vincenti.
In particolare, un utente avrebbe tentato di manipolare il mercato di Hyperliquid attraverso ordini dalla dimensione di 20 milioni, spostando i prezzi di $ETH di 10-20 punti base, dopo aver aperto posizioni della stessa direzionalità su Papertrade. In pratica ha sfruttato la possibilità di alterare di pochi punti percentuali i prezzi del mercato sottostante (da cui viene regolato il PnL) per chiudere le proprie posizioni in profitto sul protocollo e attingere dalla liquidità della pool.
Ha replicato questa strategia per decine di volte, aprendo e chiudendo posizioni di continuo, riuscendo in un primo momento ad estrarre 1,3 milioni di dollari dai fondi detenuti dall’House. Poi però, con un successivo short su cui non è riuscito ad alterare a sufficienza i prezzi, è stato liquidato ed ha restituito gran parte dei profitti al protocollo.
Il termine manipolazione non è comunque del tutto corretto: questo è un limite strutturale della piattaforma che è addirittura citato nei documenti ufficiali. C’è il rischio esplicito che speculazioni esterne possano influenzare il PnL delle posizioni su Papertrade, e il team del progetto per limitare questa situazione sta fissando dei limiti di open interest per evitare che un singolo utente malintenzionato possa svuotare la pool.
Al momento l’House presenta fondi per 3,68 milioni di dollari. Se dovesse andare a zero, i profitti dei trader finirebbero in queue e sarebbero eventualmente pagati tramite future perdite. Il meccanismo entra in crisi se non arrivano nuove perdite.

Cosa aspettarsi da Papertrade nei prossimi giorni?
Molto probabilmente sentiremo parlare ancora a lungo di questo progetto, non tanto perché introduca qualcosa di rivoluzionario, ma poiché incorpora tutti gli aspetti di estrema speculazione che di solito piacciono ai crypto investitori più spericolati. Tutti elementi che hanno funzionato, ad esempio, sui launchpad di memecoin come PumpFun o Fomo, e che hanno portato a ricche revenue.
Inoltre, c’è ancora molta attesa per il token $PAPER, in quanto in queste prime fasi non è stato possibile attribuire un prezzo di scambio alla moneta. Tra l’altro, le reward da staking sono molto variabili e legate alla crescita dei fondi custoditi dall’House, e questo rende ancora più complesso attribuirle una valutazione fair.
Ci aspettiamo anche qualche altro attentato alla pool LP di Papertrade, così come qualche contrattacco dettato da utenti che proveranno a frontrunnare chi cercherà di fare il furbo. Insomma, ci sarà da divertirsi, ma ci sarà anche da fare molta attenzione: per chi è avverso al rischio, questo è un protocollo da skippare.
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