Petrolio ancora al rialzo e offerta sotto pressione: il Sud Italia resta senza carburante
Brent a 106,90 dollari, scorte USA in calo di 8,6 milioni di barili e backwardation segnalano tensioni sull’offerta. Il Sud Italia resta senza carburante
18:29 • Pubblicato 16/10/2026
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Il petrolio resta sotto pressione sul fronte dell’offerta, con il Brent ormai stabilmente sopra i 100$ al barile e la curva dei future in forte backwardation. Le scorte di greggio negli Stati Uniti sono crollate di 8,6 milioni di barili in una settimana per l’uragano Isaias nel Golfo del Messico. In Italia il Sud resta a secco di carburante per il blocco della raffineria Eni di Taranto.
Brent sopra 106 dollari con la curva in backwardation e il Sud Italia resta a secco
Il Brent, il petrolio di riferimento per l’Europa, quota 106,90$ al barile sul contratto di dicembre 2026, che scade il 30 ottobre. Il prezzo si muove sugli stessi livelli da inizio settimana, quando l’attacco ad Aramco aveva spinto il greggio sopra i 106$. Il Brent resta però lontano dal picco dell’anno di 119,13$, toccato a marzo.

La curva del Brent resta in forte backwardation
Il confronto tra le scadenze mostra quanto il mercato paghi di più il Brent consegnato subito rispetto a quello consegnato tra qualche mese. Questa condizione si chiama backwardation e indica un’offerta immediata scarsa, con scorte basse e poca convenienza a tenere petrolio in magazzino. Per misurare quanto è forte la backwardation si guarda lo spread, cioè la differenza di prezzo tra il future più vicino e quelli più lontani.
Lo spread tra il future di dicembre 2026 e quello di marzo 2027 vale oggi 7,57$. Lo spread tra dicembre 2026 e giugno 2027 sale invece a 12,69$. Dal grafico seguente si vede che a inizio anno entrambi gli spread si muovevano intorno allo zero, segno di un mercato bilanciato. Successivamente c’è stato il rialzo con picco a maggio e poi rientro. Il nuovo picco della tensione è arrivato a metà settembre, con 11,24$ sullo spread di marzo e 18,23$ su quello di giugno.

Le scorte di greggio USA calano per l’uragano
La scarsità di barili disponibili subito trova conferma nei dati della Energy Information Administration (EIA), l’agenzia statistica del Dipartimento dell’Energia americano, pubblicati giovedì. Le scorte commerciali di greggio sono calate di 8,6 milioni di barili a 415,6 milioni, contro attese per un calo di circa 288.000 barili. L’uragano Isaias ha costretto a evacuare le piattaforme nel Golfo del Messico, fermando produzione e arrivi di petrolio. Il calo delle scorte americane spiega il premio pagato sui barili in consegna immediata.
Il blocco della raffineria di Taranto lascia a secco il Sud
Il caro carburante si fa sentire anche in Italia, dove da giorni molti distributori del Sud sono rimasti senza benzina e gasolio. Gli operai dell’ex Ilva, in protesta contro la chiusura dello stabilimento, bloccano da lunedì le autocisterne della raffineria Eni di Taranto. Secondo Eni, 150 stazioni Enilive su 300 in Puglia sono rimaste senza carburante. Alla protesta si sono uniti autotrasportatori e agricoltori, colpiti dal gasolio più caro. Le mobilitazioni si sono estese dalla Puglia e dalla Calabria a Basilicata, Campania e Sicilia. Il Ministero dei Trasporti ha convocato le associazioni di categoria per il 27 ottobre. Gli operai ex Ilva hanno invece annunciato la fine dello sciopero per questa sera.
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