Crollo dell'IPO AI coreana: -32% al lancio e milioni liquidati tra i retail. Gli effetti arriveranno anche sulle borse USA?
Disastro al lancio di un neocloud che era stato sottoscritto per 400 volte la disponibilità.
14:00 • Pubblicato 20/10/2026
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È ancora Corea del Sud: l’IPO di Elice, società di neocloud, apre con un secco -32% e semina il panico anche tra gli investitori occidentali, che però non devono essersi troppo preoccupati di analizzare effettivamente cosa sia successo, o di studiare un minimo le sostanze dell’azienda. Ad ogni modo, la IPO aveva ricevuto richieste di sottoscrizione per 400 volte la quantità di azioni offerte e poi, come spesso accade, all’apertura delle trattative, tutto è venuto giù.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, le perdite dei retail supererebbero i 12 milioni soltanto per la prima giornata, per un’IPO che sarà registrata come un gigantesco fallimento.
Ancora i retail incastrati
Le IPO a Seul riservano spesso delle sorprese. Purtroppo per i piccoli investitori, queste sorprese finiscono in genere per materializzarsi nei loro portafogli – e non in quelli di chi è più strutturato.
Presi – forse eccessivamente – dalla corsa a investire in tutto ciò che rappresenta al’AI, i retailer coreani avrebbero totalizzato perdite, per la prima giornata, superiori a 12 milioni di dollari. Non una somma enorme, ma che è comunque importante per un’IPO che ha visto vendite iniziali intorno ai 100 milioni di dollari.

Il gruppo aveva inoltre raccolto durante l’ultimo round privato di finanziamenti 151 milioni di dollari, per una valutazione complessiva di 750 milioni di dollari.
- Di cosa si occupa Elice?
Un tempo era una piattaforma di istruzione digitale. Poi si è trasformata in una società che offre potenza di calcolo a chi vuole comprarla, ricorrendo in genere a strutture modulari e di rapido impiego.
Il gruppo ha comunque ricavi modesti (50 milioni di dollari se dovessimo annualizzare il suo ultimo semestre) e utili operativi di circa 7,8 milioni di dollari, sempre per il primo trimestre del 2026. Il gruppo è cresciuto rapidamente nel corso degli ultimi mesi, ma evidentemente non abbastanza per sostenere un quotazione stellare.
Il crollo sintomo di problemi di settore più ampi?
Chiaramente c’è chi vuole unire i puntini: il fallimento dell’IPO di Elice in Corea del Sud è segnale di problemi trasversali per il settore dei neocloud e in ultimo per quello dell’intelligenza artificiale. Niente di più lontano dalla realtà: le quotazioni in borsa spesso partono da valori strampalati, che nel caso specifico della Corea del Sud sono sostenuti anche da un pubblico particolarmente aperto alla speculazione, anche quando è composto principalmente da retail.
Prima di trarre conclusioni azzardate, anticipate, che possono essere estese a tutto il comparto, sarà il caso di studiare più a fondo quanto effettivamente c’è dentro Elice, quali siano le sue prospettive e quanto sia stata prezzata male la sua quotazione in borsa.
Il gruppo ha ricavi modesti, profitti modesti e una quotazione altrettanto modesta. A muovere i mercati in modo così violento più che una sfiducia nel settore AI è stato un meccanismo gestito – se possiamo permetterci – assai male.
Altrimenti non avremmo visto richieste di sottoscrizioni per 400 volte la quantità di azioni che sarebbero state poi messe a disposizione degli investitori.
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