Ottobre nero per le banche italiane: il risiko bancario pesa sul FTSE MIB
Il risiko bancario scuote Piazza Affari. Ottobre cancella gran parte dei rialzi, mentre il voto MPS del 29 ottobre può condizionare l’intero FTSE MIB.
21:17 • Pubblicato 23/10/2026
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Il risiko bancario italiano si appresta a entrare nella settimana decisiva con l’assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena, chiamata a scegliere tra il piano di Lovaglio e l’offerta di Intesa Sanpaolo. Una partita che riguarda l’intero FTSE MIB, dove banche e assicurazioni valgono ormai quasi metà del paniere. Ottobre è già un mese pesantissimo per il settore, con cali a doppia cifra per gran parte dei titoli coinvolti nel riassetto.
Risiko bancario e il peso sul FTSE MIB
Il 29 ottobre l’assemblea straordinaria di Monte dei Paschi di Siena (MPS) vota le offerte di scambio su Banco BPM e Banca Generali, cuore del piano del CEO Luigi Lovaglio. Il piano comprende anche una distribuzione straordinaria di circa 4 miliardi di euro.
Tuttavia il risiko è più complesso perché sul tavolo c’è però una contromossa. Si tratta dell’OPAS di Intesa Sanpaolo, che offre 1,6 azioni proprie più 1,25€ in contanti per ogni azione del Monte Paschi. L’offerta vale circa 31,4 miliardi di euro, ma decade se l’assemblea approva le operazioni di Lovaglio.
Il fronte contrario al piano MPS, guidato da Delfin e Caltagirone, supera già un terzo del capitale. Anche la Fondazione Mps, storico azionista senese, si è orientata verso l’adesione all’offerta di Intesa Sanpaolo. Resta sullo sfondo la fusione con Mediobanca, che Intesa vuole rinviare a dopo il completamento dell’operazione. Lovaglio ribadisce intanto che la partita non è chiusa prima del voto.
Ottobre nero per le banche di Piazza Affari

In attesa del voto, ottobre presenta un conto salato sul comparto bancario come si può osservare dalla tabella delle performance. Banco BPM perde il -16,82% dall’inizio del mese, mentre UniCredit, spettatrice interessata del risiko, cede il -11,86%. Seguono Mediobanca a -11,28%, Intesa Sanpaolo a -10,81% e Banca Generali a -10,53%. Solo Unipol a -4,97% batte l’indice, Mps e Bper si fermano a -8,97% e -8,57%. Da inizio anno restano positive Mediobanca a +41,02%, Unipol a +22,94%, Mps a +14,52% e Bper a +9,47%. Il future sul FTSE MIB limita invece il passivo mensile al -5,48%.
Quanto pesano banche e assicurazioni sul FTSE MIB
I numeri spiegano perché la partita senese pesi su tutta Piazza Affari. Secondo le statistiche di Borsa Italiana al 30 settembre, le banche valgono il 36,4% della capitalizzazione del paniere. Aggiungendo le assicurazioni Generali e Unipol si arriva al 44,4%, quota scesa intorno al 43% con i ribassi di ottobre. Considerando i pesi effettivi calcolati sul flottante, il settore finanziario sfiora la metà dell’indice. Non stupisce quindi che le banche europee battano quelle USA mentre il FTSE MIB perde più di Wall Street.
Banche italiane e FTSE MIB, il rally si è quasi azzerato

Il confronto tra l’indice delle banche italiane e il FTSE MIB misura bene la febbre del settore. Il FTSE Italia All-Share Banks e l’ETF Amundi FTSE MIB erano arrivati entrambi intorno al +20% da inizio anno a metà agosto. Oggi l’indice bancario si ferma a +1,98% e l’ETF sul FTSE MIB a +4,84%, con ottobre ha ormai quasi azzerato il vantaggio costruito in otto mesi. Le banche hanno amplificato ogni movimento del listino, nel crollo di marzo come nel rally estivo e nella discesa di ottobre. Con quasi metà indice fatta di titoli finanziari, l’esito del 29 ottobre muoverà inevitabilmente l’intero FTSE MIB.
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