Salta al contenuto principale
Intelligenza Artificiale

Goldman Sachs lancia l'allarme: il 45% dei data center ora è a rischio. Crollano Core Scientific, IREN e CoreWeave

La vittoria a valanga dei democratici bloccherà tutto: il caso Texas preoccupa ora anche le big.

16:17 • Pubblicato 04/11/2026

Gianluca Grossi Avatar

Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

Fact Checked
Perché fidarti di Criptovaluta.it®

Per poter salvare questo contenuto devi essere loggato.

Se non hai ancora un account, registrati da qui

Per poter mettere mi piace a questo contenuto devi essere loggato.

Se non hai ancora un account, registrati da qui

Per Goldman Sachs la vittoria democratica delle elezioni di metà mandato mette a rischio il 45% dell’espansione dei data center negli Stati Uniti d’America. Questo tra le altre cose sarà più importante a livello statale e livello locale, dove aumenteranno, secondo la grande banca d’affari, le occasioni di vedere ulteriori moratorie sulla costruzione dei data center richiesti dall’intelligenza artificiale. Sarà un duro colpo per le azioni?

Offerta

Era una delle possibilità ed era, di più, uno dei temi sui quali avrebbero votato gli americani, che sono comunque trasversalmente ostili alla costruzione di nuovi data center anche tra gli elettori repubblicani.

Il grande problema del Texas

Il principale problema per chi sta cercando di costruire data center riguarda il Texas, stato che si è colorato di blu per la prima volta dal 1990 e dal quale dipende il 25% della capacità futura. Le ostilità a livello locale sono importanti, tanto che anche il governatore uscente Greg Abbott ha dovuto piegarsi a certe lamentele.

Ora sarà sostituito da Gina Hinojosa, che ha come punto del programma principale una moratoria immediata, che durerà almeno fino all’introduzione di nuove garanzie legislative.

Saranno inoltre eliminate le agevolazioni fiscali che sono state destinate ai grandi operatori del settore, un tempo strumento per attirare in Texas grandi imprese.

Ultimo, ma non meno importante, potrebbero essere annullati i contratti di approvvigionamento idrico, che potrebbero colpire così anche i data center già operativi, anche se con alcune limitazioni.

Restrizioni importanti altrove

Ci si aspettano inoltre, segnala Goldman Sachs, movimenti simili anche in Georgia e Michigan. Per quanto dureranno? Si parla di stop fino all’introduzione di nuovi quadri normativi che possano imporre ulteriori limitazioni a livello idrico ed energetico, anche se per la grande banca d’affari americana non dureranno a lungo.

Presto – dopo l’introduzione delle moratorie – la pressione politica inizierà a ridursi e si dovrebbero riuscire a trovare dei canali di trattativa per riprendere le costruzioni.

La questione riguarda direttamente diversi neocloud, come ha segnalato qui Alex Lavarello. All’apertura di Wall Street a pagare il prezzo più alto sono IREN (-8,4%), CoreWeave (-6,40%), Core Scientific (-9,6%).

I rischi maggiori riguarderanno, anche se indirettamente, OpenAI, Microsoft, Nvidia, ma anche Oracle, Amazon e SoftBank – per quanto non tutti questi titoli abbiano aperto in negativo.

La questione si complica anche per chi vende memorie e chip: all’apertura di Wall Street Marvell continua la sua caduta libera con un -4,3%, Micron perde il 2% e Intel l’1,59%.

author image

Caporedattore e Content Strategy

5 certificazioni verificateVedi le credenziali

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

Commenta

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
telegram Unisciti a Telegram VIP x social Criptovaluta è anche su X