Corea chiude per eccesso di ribasso, Nikkei è un bagno di sangue. Bolla AI finalmente esplosa? O si scende ancora?
Anche in Asia si trema. KOSPI ormai al -50% dai massimi, come Samsung. Tokyo è un disastro.
09:38 • Pubblicato 06/11/2026
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Nikkei a -6%, Kospi (Corea del Sud) sospeso per eccesso di ribasso, male anche Taiwan, che perde oltre l’8%. La crisi dei semiconduttori, dei neocloud e più in generale del ciclo AI si abbatte come uno tsunami anche sulle principali borse asiatiche, anche quando meno esposte al ciclo di cui sopra. La situazione è grave, si è fatta seria e oggi rischierà un altro redde rationem alla riapertura di New York.
A Tokyo pagano un prezzo particolarmente alto anche titoli non connessi al ciclo: Japan Tobacco, ad esempio, perde quasi il 20%. Poi è una lunga lista di società coinvolte, in termini di finanziamento o di produzione, nel ciclo dei semiconduttori. Rohm fa -15%, SoftBank (che voleva fare da banca per i data center e non solo) lascia sul terreno oltre il 10%.
Finita la magia coreana? Il KOSPI è al 44% in meno dai massimi
La situazione più difficile rimane quella di Seul, con il principale indice nazionale che è da tempo sostenuto dalle corse di Samsung e SK Hynix, entrambe produttrici delle memorie che tutti devono comprare per i data center AI. I mal di pancia post-elettorali negli USA, conditi da un crollo come non si vedeva dal 2020 hanno contribuito a un ennesimo sell off, che ha portato la borsa di Seul a sospendere le negoziazioni per eccesso di ribasso in apertura.
Che cos’è un Circuit Breaker? È una sospensione delle trattative per evitare che vendite eccessive inneschino liquidazioni che portino ad altre vendite. È un meccanismo che è presente nel grosso delle borse mondiali. In genere funziona.
Per avere idea della portata del calo, Samsung Electronics ha perso oltre il 6% e si trova a poco più del 50% del prezzo del picco di metà giugno.
Coltelli che cadono?
Per la resa dei conti si dovrà però aspettare la riapertura delle borse di New York. E sarà in quella circostanza, alle 15:30 ora italiana. Si vedrà se sarà un’ottima occasione per acquistare il cosiddetto dip (azioni come Nvidia scambiano a un multiplo dei ricavi futuri estremamente basso, per fare un esempio) o se chi si sarà avventurato starà in realtà prendendo – come si dice in gergo tecnico – coltelli che cadono, che qualcuno cercherà di prendere al volo.
Il nostro video di mercoledì scorso aveva inoltre correttamente individuato una delle poche aziende che avrebbe resistito a un crollo. Non che faccia piacere, ma per ora le cose sono andate esattamente come previsto.
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