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LUMMIS ADDIO

La senatrice da 1.000.000 di Bitcoin per il governo USA non si ricandiderà

Arriva l'annuncio. Dal 2027 il suo seggio a disposizione di un altro repubblicano.

Cynthia Lummis, senatrice del Wyoming che è ritenuta la più vicina al mondo crypto e Bitcoin, non cercherà di farsi rieleggere. A gennaio 2027, quando sono previste le elezioni che rinnoveranno il suo seggio, non correrà. Lummis ha una lunga storia di proposte di legge a favore del comparto, nessuna delle quali però è stata ancora approvata. Con ogni probabilità il Clarity Act (in una qualunque delle sue forme) sarà la legge sulla quale si giocherà la sua intera eredità politica nel settore.

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Lummis ha proposto anche diverse volte una legge che imporrebbe agli Stati Uniti di accumulare fino a un milione di $BTC. Proposta di legge che però non ha mai trovato grandi sponde all’interno del Senato e sono rimaste lettera morta.

Un’ultima chance

Ci sarà un’ultima chance per lasciare però un impatto significativo sul modo in cui gli Stati Uniti trattano Bitcoin e criptovalute. Lummis infatti sta negoziando il gruppo di leggi che un tempo veniva indicato con la sigla Clarity Act, che dovrebbe normare più in dettaglio il funzionamento dei mercati crypto negli States, e che dovrebbe offrire anche una tassonomia chiara delle criptovalute.

Quali sono security e dunque sotto il controllo di SEC (con tutti gli obblighi che ne conseguono) e quali invece sono da trattarsi come commodity (e dunque sottoposte a regole molto meno stringenti?).

Ci sarà tempo, prima dell’addio di Lummis, per approvare questo gruppo di leggi, a patto che le negoziazioni vadano avanti e superino diversi ostacoli, alcuni dei quali di carattere squisitamente politico. I democratici infatti contestano la presenza di affari economicamente rilevanti della famiglia Trump all’interno del comparto, presenza che è per ora l’ostacolo più grande all’approvazione di questo gruppo di leggi.

Non acriticamente dalla parte del settore

Per quanto Cynthia Lummis sia stata accusata più volte di sostenere acriticamente il comparto, in realtà in passato si è schierata anche contro operatori del settore di una certa importanza.

In tanti sembrerebbero infatti aver dimenticato l’attacco a Binance e Tether, con conseguente richiesta di intervento del Dipartimento di Giustizia, che però non ha mai dato luogo a conseguenze.

Lummis fu accusata – non senza merito – ai tempi di seguire narrative che in realtà poggiavano su poco di concreto, seguendo filoni che erano particolarmente in voga tra i banchi dei democratici.

Anche in quel caso, tuttavia, l’impatto fu minimo, sia in termini di narrativa e consenso politico, sia in termini di conseguenze legali. Di lì a poco Binance raggiungerà un accordo con il DoJ, per indagini che però non erano collegate alle richieste della senatrice.

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