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Bitcoin è in bear market: prezzi target SHOCK. Parla società di analisi

C'è chi crede che del bear market non abbiamo ancora visto nulla. Prezzi SHOCK

Per CryptoQuant il bear market è già iniziato. La tesi poggia su alcune analisi onchain ed è l’ennesima, in verità, con toni molto negativi da parte di una società relativamente conosciuta e che offre principalmente data analysis. Il prezzo che potremmo vedere? Ne parliamo più avanti nel corso di questo approfondimento.

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CryptoQuant crede che il prezzo correggerà in modo sostanziale, dato che mancherebbe domanda, o meglio, quella domanda che aveva sostenuto il prezzo tra il 2023 e le elezioni americane di novembre 2024. Ma è così? E se CryptoQuant si sbagliasse? Cosa c’è dietro questa teoria? Vediamolo insieme.

Parla Julio Moreno

Che vedremo poi che tipo di score con le precedenti analisi, sue o del gruppo di cui è capo per la divisione ricerca. In breve: Bitcoin potrebbe puntare verso i 70.000$, e potrebbe anche arrivare verso i 56.000$, cosa che comporterebbe una correzione oltre il 50% dai massimi di questo ciclo.

Questo almeno secondo quanto riporta l’analisi pubblicata da The Block, che indica in aggiunta in termini di tempistiche:

Il movimento verso i 70.000$ potrebbe accadere in un tempo che va dai tre ai sei mesi. Per i 56.000$ nella seconda metà del 2026 se si arriverà a quel livello.

Il punto centrale dell’analisi di Moreno parte dall’analisi del realized price, che secondo lo stesso Moreno ha sempre più o meno fissato i bottom di un ciclo.

Teoria certamente affascinante, ma che parte da presupposti che devono essere tutti di mostrati.

  1. L’esistenza ancora di un ciclo quadriennale (che un 2025 chiuso in negativo finirebbe per smentire prima del tempo);
  2. La bontà dell’analisi anche per i cicli precedenti: perché tra correlazione e causalità ci sono comunque delle differenze;

Quanto devono essere prese sul serio certe analisi?

Dipende dai punti di vista. Sono spunti interessanti, che però devono essere messe in prospettiva. I range offerti soltanto ad ottobre da CryptoQuant, di cui Moreno è capo della divisione ricerca, parlavano di 160-200k. Con un sacco di se, per carità, però è il segnale del fatto che certe analisi, soprattutto quando eccessivamente pessimiste o ottimiste andrebbero prese con le pinze.

Avrà per forza torto? Non è detto e non è questo il punto. Se è vero che due grosse fonte di domanda per Bitcoin (ETF e DAT) hanno rallentato in modo importante, è altrettanto vero che tali flussi possono tornare a spingere, in particolare in contesti più aperti e più solidi per gli asset risk-on.

E – mi permetterete un commento pro domo nostra – non scambieremmo queste analisi per quelle di Alex Lavarello su BTC.

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Klaus Marvin
Klaus Marvin
1 mese fa

E’ probabile che con l’avvento dei computer quantistici ci sarà una volatilità ancora più elevata ma ciò potrebbe rappresentare un’opportunità per acquistare a livelli inferiori in fondo non è che Bitcoin sia stato escluso dal sistema finanziario, l’incognita resta sempre il tempo della ripresa. Da ignorantone che sono anch’io come Catone mi ero presentato in agenzia immobiliare con un cesto di fichi per acquistare una villa al mare dato che mia sorella mi diceva sempre che a lei bastava un fichino per prendersi la pelliccia di visone, andare in vacanza e pure comprare la macchina nuova. Solo successivamente ho capito che non si trattava degli stessi fichi.