Qualsiasi buon crypto trader che si rispetti, deve saper leggere un orderbook e capire come domanda ed offerta formano un movimento di prezzo. Ciò che vediamo sui grafici, ossia un alternarsi di candele verdi o rosse più o meno intense, è solo il risultato finale di ciò che avviene dietro le quinte. Per capire invece quali forze muovono realmente un asset, dobbiamo osservare come si distribuisce la liquidità sul mercato.
L’order book è uno strumento tanto semplice quanto potente, dal quale è possibile ricavare diversi segnali utili per l’operatività di breve termine. Non risulta tuttavia particolarmente utile se letto da solo, in quanto andrebbe affiancato ad altre metriche ed inserito in un’analisi più ampia, in cui si tiene conto anche di aspetti legati al volume, struttura del trend, volatilità e momentum.
In questa guida facciamo un ripasso per i meno esperti. Se avete domande, dubbi o perplessità, non esitate ad entrare nel nostro canale Telegram e continuare il confronto con la community.
Che cos’è un orderbook e a cosa serve
Un orderbook è semplicemente un libro dove sono rappresentati in tempo reale tutti gli ordini a limite di acquisto (bid) e di vendita (ask) aperti per una specifica coppia di scambio su un exchange crypto. Mostra dove domanda ed offerta sono posizionate in attesa che il prezzo di un asset raggiunga determinati livelli e l’ordine venga eseguito.
Generalmente l’order book si trova accanto al grafico del prezzo ed è suddiviso in due sezioni: da una parte gli ordini di acquisto, posizionati a prezzi inferiori rispetto al prezzo corrente, dall’altro gli ordini di vendita, collocati invece a livelli di prezzo superiori.
Ci sono tendenzialmente 3 elementi principali da leggere in ogni order book:
- Price : il livello di prezzo a cui qualcuno è disposto ad acquistare o vendere
- Size: l’importo che si vuole negoziare a quel prezzo
- Total: somma cumulativa del volume disponibile fino a quel prezzo.

Possiamo considerare questi ordini a limite come della liquidità passiva, cioè liquidità che non agisce direttamente sul prezzo e che non va a muoverlo finché non viene assorbita da un ordine a market. È una componente importantissima perché forma quella che è la profondità di un mercato, ergo più ordini ci sono attorno al prezzo corrente, più è difficile spostarlo.
Invece ciò che rappresenta liquidità attiva sono gli ordini a market ovvero ordini che vengono eseguiti immediatamente al miglior prezzo disponibile. A differenza degli ordini a limite, questi attraversano lo spread e consumano la liquidità passiva presente nell’order book, generando appunto un movimento di prezzo.
Come si legge un orderbook
In genere ordini di grandi dimensioni presenti negli orderbook vengono considerati come delle barriere per i prezzi, poiché rappresenta aree su cui è concentrata una quantità importante di liquidità. Questi livelli sono spesso definiti buy wall o sell wall e possono assorbire il movimento del prezzo di un asset crypto, soprattutto nel breve termine.
È importante dunque, sulla base del time frame selezionato, individuare le zone dove c’è maggiore liquidità passiva e che potrebbero essere più o meno difficili da attraversare. Sulla base di questa informazione potete già ottenere un’indicazione preziosa per la vostra operatività e capire dove è più conveniente inserire ordini di ingresso, take profit e stop loss.
C’è da capire però anche che questi livelli non sono statici, in quanto gli ordini possono essere annullati o spostati in modo estremamente dinamico, come fanno tendenzialmente i market makers. Dunque, specialmente per mercati futures, occorre fare attenzione ed evitare di trarre in inganno da attività come lo “spoofing”, dove si inseriscono e tolgono grandi ordini con l’obiettivo di influenzare la percezione della liquidità e indurre altri traders a prendere decisioni sbagliate.
Molto più significativo in tal senso è il flusso con cui questa liquidità passiva insegue o meno il prezzo di una crypto in determinate situazioni, contestualizzando la lettura dell’order book alla price action. Importante anche osservare come il prezzo reagisce quando ci si avvicina ad una zona di forte presenza di liquidità, per valutare quanto quella resistenza o supporto sia effettivamente solida.
Orderbook Heatmap: semplifica la lettura
Per rendere il tutto più semplice è suggeribile utilizzare l’indicatore “Orderbook Heatmap”, che non è altro che la rappresentazione dei dati del book direttamente sul grafico del prezzo dell’asset crypto. Può essere utile per osservare a vista d’occhio dove si concentra la liquidità nel tempo rispetto alle quotazioni e come il mercato reagisce quando si avvicina a queste aree.
Ogni Heatmap può essere graficamente differente (c’è chi la rappresenta come mappa di calore, chi come bande) ma il concetto è sempre lo stesso: gli ordini sotto al prezzo di mercato sono quelli in buy, mentre quelli al di sopra sono ordini in sell. In genere zone di colorazione più intensa e bande più spesse indicano una maggiore concentrazione di liquidità, ed è dove bisogna prestare più attenzione.

Piccoli tips: Può essere utile abbinare l’order book heatmap a indicatori in grado di misurare il flusso della liquidità attiva (ordini a market), come il CVD o il taker buy/sell volume ratio. Inoltre per queste letture conviene prediligere le borse spot degli exchange crypto (anche se poi operatore futures), escludendo ordini di piccole dimensioni.
Il concetto di profondità di mercato
È fondamentale capire anche cosa vuol dire profondità di mercato in relazione ad un orderbook, soprattutto quando operiamo su piazze crypto poche liquide come quelle delle altcoin. La profondità rappresenta banalmente quanti ordini di acquisto/vendita sono accumulati a vari livelli di prezzo. Ci dice ergo quando è spesso o sottile un orderbook.
Di base si utilizza l’indicatore +2%/-2% per capire quanta liquidità è presente entro un determinato range. In questo caso appunto per capire quanto denaro serve per spostare del +2% o del -2% un asset crypto. Potete verificare questo dato direttamente su Coinmarketcap sulla sezione “markets” di ogni crypto.
Per una lettura più ampia, che tenga conto anche oltre di un range del 2%, si può prendere in esame direttamente la metrica della profondità (chiamata “depth”) su ogni coppia di mercato degli exchange.

A proposito di profondità, qualcuno di voi si ricorderà sicuramente quanto questo termine sia stato letteralmente fatale nella giornata del crash del 10 ottobre 2025. Per chi se lo fosse dimenticato o perso, qui qualche considerazione importante.
Orderbook Liquidity Delta ed Imbalance
Un ulteriore arricchimento della lettura dell’orderbook nei mercati crypto riguarda capire come la liquidità passiva è distribuita tra lato buy e lato sell, e come eventualmente si possono creare sproporzioni in grado di influenzare il comportamento del prezzo nel breve termine.
Possiamo osservare queste dinamiche attraverso l’indicatore “Orderbook Liquidity Delta”, che misura molto semplicemente la differenza tra bid ed ask attorno ad un determinato range di movimento %. Ci dice in pratica se all’interno di quella fascia, il mercato presenta più ordini pronti ad assorbire pressione rialzista o ribassista, offrendo una lettura quantitativa dello sbilanciamento della profondità.
Lo stesso identico concetto, ma espresso in termini relativi e spesso normalizzato in un intervallo da -1 a +1, è indicato nella metrica Orderbook Liquidity Imbalance (anche detto talvolta Orderbook Liquidity Ratio).

Questi ultimi indicatori sono più complessi da interpretare e vanno letti in un’ottica più di medio periodo, in quando un certo imbalance può accumularsi sui livelli di prezzo per settimane o addirittura mesi prima di tradursi in un movimento. Inoltre potrebbe essere utile allargare il range di profondità fino ad esempio ad un +10%/-10% per avere una visione più ampia di come si muove la liquidità passiva sull’orderbook.
Da utilizzare questi indicatori in particolar modo per individuare zone di potenziale inversione dei prezzi. Allo stesso tempo però, è fondamentale includere tutte queste informazioni all’interno di un’analisi più ampia, come dicevamo all’inizio.
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