La price action di Bitcoin (BTC) permette finalmente ai suoi investitori di tirare un sospiro di sollievo dopo diversi mesi di straziante ribasso. Da inizio anno registra una crescita significativa del 6,7%, con la criptovaluta che ieri ha provato a portarsi al di sopra dei $95.000, essendo tuttavia respinta dall’offerta. Inizia a muoversi qualcosa, sia sui grafici, che di riflesso sui dati on-chain.
C’è in particolar modo un indicatore, a cui facciamo spesso riferimento in questo blog, che è tornato in verde dopo aver viaggiato per quasi 3 mesi di territorio negativo. Parliamo di una metrica on-chain che fotografa perfettamente lo stato d’animo degli holders di Bitcoin, più precisamente quelli orientati alla speculazione di breve periodo, offrendo allo stesso tempo un importante indizio sullo stato di salute del mercato.
Bitcoin: questi holders tornano a scambiare in profitto
Si tratta del “Bitcoin: Short Term Holder SOPR”, un indicatore molto importante che serve a capire se la coorte degli investitori attivi sul breve periodo si trova o meno sotto pressione con le attuali condizioni di mercato. A livello tecnico si calcola il rapporto tra valore di spesa e valore di creazione degli ultimi UTXO degli short-term holder, categoria che viene contraddistinta da un’attività on-chain inferiore ai 155 giorni.
In sintesi questa metrica ci dice se gli STH stanno negoziando coins in perdita o in guadagno, ed è molto importante in questo contesto perché fotografa il sentiment della parte più emotiva ed irrazionale del mercato. Se il SOPR è sopra ad 1, vuol dire che stanno scambiando tranquillamente BTC in profitto, mentre se è inferiore ad 1 significa che sono in rosso e che potrebbero essere più inclini a capitolare in situazioni di stress.
Come possiamo osservare dall’immagine sotto, la metrica era scesa sotto al punto di breakeven il giorno del 10 ottobre, e da lì ha fatto fatica a riprendersi in modo stabile. Siamo rimasti sotto alla soglia di equilibrio per diverse settimane, accompagnando una price action fortemente ribassista di Bitcoin, esattamente come accaduto anche nel Q1 2025. Ora però, il peggio sembra essere alle spalle.

Ci serve comunque una conferma per assicurarci che l’indicatore non torni in rosso nelle prossime sessioni. Se dovessimo consolidare sopra questo punto, si creerebbero condizioni più favorevoli per un’estensione del rally.
Ancora un passo importante da fare per gli holders di Bitcoin
Sebbene il SOPR pare essere tornato in territorio positivo dopo ben 3 mesi, l’outlook di Bitcoin rimane comunque ancora incerto. Infatti per ridurre al minimo il rischio che gli short-term siano spinti a vendere le proprie coins e ad assorbire i movimenti rialzisti della criptovaluta, serve riportarsi sopra il loro realized price medio.
Il realized price è banalmente il costo medio di carico a cui ogni coorte ha acquistato le proprie monete, calcolato come somma di tutti i vari prezzi di BTC per ogni UTXO ancora non speso, diviso l’offerta circolante. Tendenzialmente per Bitcoin si crea una finestra temporale bullish quando riesce a portarsi stabilmente sopra questo livello.
Gli short-term holders sono di fatto più inclini a vendere se le loro posizioni si trovano in perdita, mentre risultano più tranquilli e pacati quando sono in profitto. Rispetto al SOPR questo indicatore calcola una media complessiva delle posizioni, invece che guardare solo alle ultime UTXO, ed offre dunque uno spaccato più ampio.
In questo caso, siamo ancora sotto la linea del realized price relativo agli STH, che si colloca esattamente a $99.130. Dovremmo fare uno sforzo in più sul grafico per tornare in regime di piena tranquillità. Ovviamente questo valore non è statico e più consolidiamo sui livelli attuali, più verosimilmente la media dovrebbe scendere.

I long hanno costruito posizioni da qui: grande zona di supporto
Ieri vi abbiamo parlato dei livelli di prezzo a cui Bitcoin potrebbe ambire nelle prossime sedute se dovesse continuare lo spirito rialzista nelle contrattazioni, ma non vi abbiamo nominato il solido supporto che si è formato nel corso delle ultime settimane. C’è infatti una zona ben precisa dove recentemente la domanda è tornata a farsi sentire in modo molto consistente.
Parliamo del range $85.000-$84.000, dove sono stati movimenti l’ultima volta oltre 800.000 BTC, pari a $74,7 miliardi. Lo capiamo guardando al “BTC: Cost Basis Distribution Heatmap”, strumento che serve a calcolare come si distribuisce il costo di carico degli investitori lungo i vari livelli di prezzo.
Ciò non vuol dire necessariamente che il prezzo di Bitcoin non possa ritestare quell’area, ed anzi un calo al di sotto degli $85.000 creerebbe i precedenti per un ulteriore dump, ma capite bene che si tratta di uno scenario poco probabile. In genere zone dove si concentra così tanta domanda tendono a funzionare bene come area di supporto.

Bitcoin ora ha molta liquidità da andarsi a prendere sulla parte superiore del grafico e potrebbe piano piano consolidare a livelli sempre più elevati. Come detto prima o come in realtà segnaliamo da giorni, il target principale deve essere quello di riportarsi sopra i $100.000. Fino ad allora, c’è la possibilità di imbattersi in ulteriori ribassi, che non dovrebbero tuttavia bucare gli $85.000.
Volatilità in ripartenza?
Da fine novembre la volatilità realizzata ad 1 e 2 settimane è in forte calo su Bitcoin, evidenziando come nell’ultimo periodo il mercato abbia trovato una sorta di equilibrio dove riprendere fiato. Ora però potremmo aspettarci un impulso direzionale forte, visto e considerando come l’IV ATM a 7 e 30 giorni sia aumentata rispetto al minimo locale toccato il 27 dicembre.
Gli investitori stanno dunque prezzando all’interno del costo delle opzioni un aumento della volatilità nelle prossime sessioni, all’interno di un movimento che rimane ancora contenuto ma che è esplicativo di come qualcosa inizi a muoversi sotto i grafici. Vediamo se gli short verranno presi in contropiede nelle prossime settimane e se saranno costretti a chiudere le posizioni, scenario che alimenterebbe il rally in corso.
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