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ROCKET MOON

Ripple vola a +12%, il resto del mondo crypto e Bitcoin si gode il 2026. Cosa sta succedendo?

Ripple domina il mercato - che comunque mostra segnali di forza incredibili.

Ci sono diverse bizzarrie che stanno dominando questo avvio di 2026. Potremmo sintetizzarle, per chi non ha voglia di arrivare in fondo all’articolo, nella cancellazione totale del mood e anche dei movimenti di mercato degli ultimi tre mesi. Ripple corre, gli ETF tornano a ruggire, il sentiment torna quasi positivo. Una situazione alla quale in tanti si erano disabituati e che analizzeremo per punti in questo approfondimento.

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Cancellata già l’ultima (e pessima) parte del 2025? Ancora troppo presto per dirlo, anche se ci sono dei segnali che arrivano principalmente dagli USA che lascerebbero ben sperare. Il cambio di atteggiamento, aggiungiamo, sembrerebbe ovvio anche dalla ritrovata incapacità delle “brutte notizie” di dominare la discussione.

Bentornata Ripple

Dopo una lunga fase di stagnazione, XRP di Ripple è tornata a ruggire. Di motivazioni in realtà ce ne sono poche. L’unica possibile è che il clima intorno a una SEC ormai quasi militarmente occupata dai repubblicani sia così sereno da favorire l’unico progetto crypto che si è trasformato in una società finanziaria a tutti gli effetti.

Puniti però gli scettici che credevano di non trovare ormai granché in termini di spunti rialzisti. $XRP nell’ultima settimana ha fatto registrare un solido +27% – segnale che di appetito ce n’è ancora.

ETF: traino doppio

Da inizio anno, da quando si sono comunque tenute soltanto poche sessioni di trading a New York (complici, chiaramente, le vacanze), si sono già incamerati 1,2 miliardi di dollari di inflow – limitandoci a quelli su Bitcoin. Gli altri hanno fatto in rapporto lo stesso.

Cosa ancora più interessante: arriva Morgan Stanley, che ha fatto oggi richiesta per ETF su Bitcoin e Solana in gestione diretta. Qualcosa che cambia, di nuovo in positivo, lo scenario all’incrocio tra Wall Street e crypto.

Paura giù, finalmente

Siamo rimasti su livelli di Fear & Greed molto bassi per diverse settimane. Si tratta di un buon indicatore del sentiment, che da solo potrebbe anche spiegare il momento vissuto dal 10 ottobre a oggi.

Fear greed
Il fear and greed index

Siamo tornati ora su livelli più accettabili, ma chiaramente non ancora in stato di sovra-eccitazione. È comunque un altro benvenuto al 2026 da parte di un mercato che troppi hanno dato per morto, ancora una volta, in anticipo.

Tassi? Meno possibilità di tagli, ma non interessa a nessuno

In tutto questo le teorie balzane circolate su alcuni grandi giornali (più tagli perché caso Venezuela abbassa costo petrolio e quindi inflazione) sono state già smentite.

Il Fedwatch Tool aggiornato a oggi

I mercati prezzano allo stesso identico livello di una settimana fa la possibilità tagli a gennaio. E quindi no, non si tratta di un nuovo contesto macro. Né tanto meno di vecchie nubi che sono scomparse. È semplicemente tornato un buonumore che non pensavamo più di avere.

Occhio sempre a derivare il lungo periodo dal breve

Così come le motivazioni per disperarsi 2 settimane fa erano esagerate, oggi non si deve correre il rischio di sbilanciarsi in senso contrario, ovvero ritenendo che dato che si corre da qualche giorno, allora si dovrà correre per sempre.

Prendiamo il buono: non siamo morti, anche se tanti avevano già ordinato la sepoltura dei nostri portafogli. Per il resto seguiremo sul canale VIP le prime proiezioni per un 2026 che si annuncia molto interessante. Iscriviti per ricevere informazioni e approfondimenti che non pubblicheremo mai qui!

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la mamma di Antonio
la mamma di Antonio
7 ore fa

Spiegazione molto più semplice: i bilanci delle aziende. Le aziende chiudono l’anno con un certo bilancio et voilà anno nuovo bilancio nuovo. Plusvalenze e burocrazie varie, roba da azzeccagarbugli – pardón commercialisti. Vendo e poi ricompro, così pago meno tasse in sostanza. Con mille possibili corollari, a dire il vero. Che nell’ultimo anno i movimenti di BTC e cripto siano stati dettati dagli “istituzionali” al posto che dai poveretti non credo sia una novità per nessuno, piaccia o non piaccia. Come spiegazione non mi sembra così strana 🙂

Che poi qualcuno voglia comprare XRP al posto che roba seria… beh ‘azzi loro, dei loro amici lobbisti e dei loro clienti. Usciranno prima che sia troppo tardi, a differenza dei soliti fessi che finiranno fare i bagholder a vita chiedendosi a perché non sale più” 😀