È stata senza dubbio alcuno una vittoria del mondo crypto e Bitcoin. Strategy – come vi abbiamo detto in anteprima ieri in tempo reale, potrà rimanere dentro gli indici MSCI. C’è però tutta una parte del comunicato del gruppo che gestisce gli indici più importanti del mondo che andrà necessariamente analizzato. Perché se è vero che per ora le DATCO (come le chiama MSCI), ovvero le società che investono in criptovalute, rimarranno negli indici, è altrettanto vero che la questione non è finita qui.
MSCI infatti ha confermato che in futuro il gruppo tornerà sulla decisione, valutando diverse questioni. E, nel frattempo, sono introdotte delle novità importanti – che limiteranno l’arrivo di investimenti dagli strumenti che replicano l’andamento degli indici MSCI.
MSCI è convinta, ma non troppo
Il comunicato ufficiale di MSCI parla chiaro. Per ora le DATCO, le società che si occupano principalmente di investire in criptovalute e Bitcoin, rimarranno nei suoi indici. È una scelta importante – perché vuol dire che società come Strategy di Michael Saylor continueranno a essere oggetto di investimento da parte di tutti gli strumenti (ETF ma non solo) che replicano i principali indici di MSCI.
Tuttavia il gruppo conferma che:
- MSCI non implementerà aumenti al numero di azioni successivi a oggi;
- MSCI rimanderà ogni aggiunta e anche ogni migrazione di segmento per le aziende di cui sopra;
- MSCI non terrà conto di FIF e DIF come fattori di peso.
Sono questioni che riguardano in larga parte il peso specifico delle azioni di queste società all’interno degli indici – e che riguardano anche la possibilità che nuove azioni di questo comparto vengano incluse. E quindi sì, è arrivato un moderato stop, molto ridotto per portata rispetto a quanto si temeva.
La questione delle società operative
Il punto di MSCI è relativamente semplice. I suoi indici replicano l’andamento di aziende in senso stretto, che sono operative e che non operano come fondi sotto mentite spoglie. Questo vuol dire che ci saranno pochissime possibilità di vedere nuove aziende del comparto DATCO inserite negli indici del popolare gestore in futuro.
E che in futuro potrebbe anche arrivare un ridimensionamento in termini di peso specifico. Qualcosa che però – nel caso dovesse davvero arrivare – sarà fonte di ulteriori polemiche.
Polemiche che non sono però arrivate soltanto dagli appassionati di criptovalute. Anche dalle colonne di Bloomerg qualcuno ha posto dubbi sulla vera neutralità di certi indici.
Il caso Strategy
È vero che Strategy è diventata un’enorme cassaforte Bitcoin, ma è anche vero che il gruppo vende (o prova a vendere) prodotti finanziari che sono basati su Bitcoin, un po’ come farebbe una banca o una società finanziaria.
E questo la rende, per quanto tali prodotti siano ancora poco apprezzati dai mercati, una società certamente operativa. La polemica non finirà qui.
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