Uno dei fattori che più ha inciso sulla debolezza dei prezzi di Bitcoin da luglio 2025 fino ad oggi è stato il grande scarico dei long-term holders, di cui abbiamo discusso in più occasioni su questo giornale. Grandi wallet storici e balene dormienti hanno venduto grosse quantità di BTC, mostrando tra l’altro un comportamento atipico rispetto al passato, contribuendo alla contrazione delle quotazioni dai massimi storici fino al calo in zona $85.000.
Adesso però i dati on-chain mostrano un esaurimento della pressione di vendita, con un trend che sembra gradualmente invertire. Non è chiaramente un segnale definitivo ma un primo indizio su ciò che ci potrebbe riservare la price action di Bitcoin, se questa condizione dovesse persistere nelle prossime sessioni. Vediamo meglio la situazione in questo articolo.
La vendita dei long-term holders di Bitcoin nel 2025
Ve ne abbiamo parlato tanto nel corso degli ultimi mesi di come i long-term holders di Bitcoin avessero riportato molto vendite nel Q3 e Q4 2025, anche ipotizzando una lettura diversa rispetto a quanto affermato dagli analisti on-chain. A partire da luglio infatti, molti portafogli storici hanno iniziato a distribuire grandi quote di BTC sul mercato, rompendo uno schema di accumulo ricorrente in ottica ciclica.
Questo fattore ha portato verosimilmente qualche difficoltà lato speculativo, con Bitcoin che ha sofferto da quel momento in poi, perdendo prima il contatto con i massimi storici, e poi affondando al ribasso nell’ultimo trimestre. A dicembre abbiamo assistito addirittura ad uno degli scarichi più pesanti degli LTH dal 2018. Secondo una media a 30 giorni, queste entità hanno venduto una cifra pari a 180.000 BTC, numero parecchio importante che ha certamente avuto un impatto negativo sulle quotazioni della criptovaluta.

Ovviamente l’indicatore “BTC: Long-Term Holder Net Position Change” presenta in un certo senso un “lag”, in quanto calcolando una media a 30 giorni, tende a riflettere dinamiche già avviate in passato. Ad oggi sembra esserci ancora una persistenza degli outflow, ma se guardiamo più da vicino, il periodo di massima distribuzione potrebbe essere alle spalle.
Gli investitori più grandi interrompono le vendite
Se osserviamo semplicemente la quantità di Bitcoin detenuta in tasca dai long-term holders, notiamo subito che la fase di vendita sembrerebbe essersi interrotta intorno alla fine del 2025. Da qualche giorno infatti il valore custodito da queste entità è più o meno fermo intorno ai 14,25 milioni di BTC.
In particolare mentre i prezzi sono ripartiti al rialzo, stiamo vedendo un breve recupero anche per la quota di supply degli LTH. Parliamo comunque di movimenti di poco conto, che devono trovare una conferma, come dicevamo all’inizio.

Al di là del tempo di holding (ricordiamo che gli LTH rappresentano wallet con detenzioni da più di 155 giorni), è altrettanto interessante osservare l’evoluzione dei cluster di indirizzi più capitalizzati. Da fine dicembre infatti i wallet con più di 1.000 BTC sono cresciuti, segnalando una certa attività di accumulazione.
Vediamo lo stesso pattern anche per il gruppo con più di 100 BTC, addirittura con una tendenza più marcata, di cui una parte potrebbe aver influito nel passaggio alla categoria successiva (>1.000 BTC).

Un altro segnale importante su Bitcoin
Completiamo il quadro di analisi aggiungendo una metrica che rende probabilmente tutta la lettura più chiara. Parliamo dell’indicatore CryptoQuant “BTC: Value Days Destroyed”, proposto dall’analista Darkfost, che mostra sostanzialmente come si distribuisce il valore economico attorno agli scambi di Bitcoin, con particolare attenzione al comportamento dei long-term holders.
Tecnicamente, il Value Days Destroyed è un’estensione del più noto “Coin Days Destroyed”, in cui si calcola l’età media delle monete ma pesando questi dati in base al prezzo di Bitcoin nel momento della spesa UTXO. In parole povere, ci dice quanto e con che intensità le vecchie monete stanno tornando a muoversi.
Molto curioso notare appunto come nell’ultimo periodo il VDD abbia riportato valori molto più bassi rispetto a quelli segnati nel Q4 2025, con dati di gran lunga inferiori rispetto alla media annuale. Questo significa verosimilmente che i long-term holders stanno adottando un comportamento tipico da holding, e che potrebbero aver terminato la fase di vendita, come ipotizzato sopra.
Vi facciamo notare anche come, dal 2023, ogni volta che il VDD ha mostrato valori “low”, il prezzo di Bitcoin ha successivamente stampato un rally a rialzo.

Riparte l’accumulazione?
Per concludere, forse è ancora presto per ipotizzare una vera e propria accumulazione degli LTH e degli operatori più grandi di Bitcoin. Abbiamo ora un primo segnale, che andrà però monitorato e valutato successivamente. A questo giro c’è anche l’ipotesi di un superciclo che sembra più reale e più fattibile rispetto ai vecchi cicli di mercato, corroborata anche e soprattutto da uno scenario macro positivo.
Qualcosa sta cambiando nella struttura ciclica di Bitcoin, e non possiamo fare altro che accettare il fatto che il passato non sempre rispecchia il futuro. Restiamo in attesa di prossimi aggiornamenti on-chain.
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