Mentre scriviamo Bitcoin (BTC) quota $89.840, in calo del -4% circa nelle ultime due sessioni giornaliere, con un ribasso che ha annullato parzialmente il rally di inizio anno. C’è già chi si strappa i capelli ed inizia a chiamare l’ingresso in bear market, ma in realtà la situazione, almeno giudicando i dati, sembra meno grave di quello che traspare dalle candele rosse.
C’è un indicatore in particolare, che sta tornando su livelli storicamente importanti, e che suggerisce un possibile esaurimento della pressione di vendita da parte degli operatori. Vediamo in questo articolo di cosa si tratta e come può aiutarci a comprendere lo stato attuale del mercato di Bitcoin, al di là dei movimenti di breve periodo.
Bitcoin: indicatore si avvicina a livelli molto interessanti
L’indicatore in questione è il “Mayer Multiple Z-Score”, uno strumento utilizzato nel campo dell’analisi tecnica/on-chain per capire se Bitcoin appare sopravvalutato o sottovalutato rispetto al passato. Il suo funzionamento è abbastanza basilare: calcola il rapporto tra il prezzo di Bitcoin e la sua media mobile a 200 giorni, contestualizzando il dato che emerge con la deviazione standard della distribuzione storica.
Questa metrica ci mostra più semplicemente se in un determinato momento il prezzo di Bitcoin risulta essere eccessivamente in calo rispetto alla sua media nel tempo, o viceversa se appare troppo elevato. Ora come ora, ci troviamo ad un livello negativo pari a -0,8, quindi tecnicamente in condizione di ipervenduto da una “fair value” statistico.
Da notare soprattutto come questo livello (linea blu) coincida con aree che in passato hanno spesso anticipato fasi di esaurimento del ribasso su Bitcoin, seguite da un progressivo recupero dei prezzi. L’ultima volta che abbiamo toccato il -0,8 correva l’anno 2022, poco prima che il mercato toccasse i minimi di quel ciclo e avviasse un rally di lungo periodo.

Da questa prospettiva emerge che il ribasso delle ultime ore potrebbe essere solo parte di una debolezza momentanea, che però non trova molto appeal per una prosecuzione bearish nel medio/lungo periodo.
Bitcoin è vicino al bottom?
In un certo senso, Bitcoin potrebbe già aver toccato il suo bottom il giorno 21 novembre, quando le quotazioni sono crollate ad $80.500, per poi chiudere la sessione intorno agli $85.000. In questo recente articolo vi avevamo parlato di come in quella zona molti traders hanno costruito posizioni rialziste accumulando una grande quantità di BTC, rendendo difficile pensare a un breakdown ribassista.
Detto ciò, da un punto di vista prettamente statistico, riprendendo il set storico del Multiple Mayer, il quadro mostra ancora la possibilità di un’ulteriore leg down. L’indicatore che abbiamo appena visto va infatti interpretato secondo una logica di medio termine, e non come uno strumento da market timing.
In passato abbiamo toccato valori ancor più bassi del -0,8, e talvolta il ribasso si è propagato per diverse sessioni. Ma capite bene che in questo momento è più sensato andare a cercare un punto di inversione piuttosto che ipotizzare una rottura strutturale al ribasso. Dunque ci aspettiamo che, a meno di eventi sistemici gravi, Bitcoin non perderà molto altro terreno da qui alle prossime settimane,
Attenzione a queste zone di prezzo
Osservando il Liquidation Heatmap di Coinglass ci accorgiamo che Bitcoin è stato respinto a $95.000, in concomitanza con la prima area di prezzo importante ai fini delle liquidazioni futures, avviando poi una distribuzione più marcata. Ora i prezzi si avvicinano su time frame 4h agli $89.300 e agli $88.200, entrambe zone dove, se i prezzi dovessero arrivarci, potrebbero innescare perdite notevoli ai long.
Ancor più importante tuttavia il livello degli $86.000, vero spartiacque che divide il semplice ritracciamento fisiologico da una condizione di debolezza più pronunciata. A seguire troviamo gli $84.000, ultimo baluastro prima di dover rivedere la tesi di un rimbalzo sul breve periodo ed ipotizzare invece un proseguimento del ribasso..

Vi facciamo notare anche come su exchange come Binance, Bybit, Gate.io ed Mexc, le ultime due giornate di discesa siano state accompagnate da un open interest in salita (ed in alcuni casi da taker fortemente esposti lato ask), cosa che suggerisce un possibile aumento dell’esposizione short degli speculatori di breve periodo.
Invece su piazze più degen come quella di Hyperliquid, il ribasso è associato ad una contrazione dell’open interest, in linea con la chiusura di posizioni long. In entrambi i casi vediamo però qualche segnale di risposta da parte della domanda, o contestualmente un esaurimento dell’intensità bear. Monitoriamo la situazione e teniamo sott’occhio i livelli chiave.
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