Sam Bankman-Fried non otterrà il perdono presidenziale. Questo è quanto emerge da un’intervista del New York Times al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Niente destino alla CZ dunque, ovvero nessun perdono per il leader dell’ormai fallito exchange di criptovalute FTX. Non sembrerebbero pertanto essere andati a buon fine i tentativi di SBF di riabilitarsi spostandosi sotto l’ala repubblicana, tentativo che è stato ripetuto più volte nel corso degli ultimi mesi.
Donald Trump non sembrerebbe essersi fatto intenerire da un cambio di tono importante di Sam Bankman-Fried, che più volte ha affermato di aver sposato talune cause democratiche al solo scopo di accreditarsi politicamente. Un teatrino, come lo hanno definito in molti – che non sortirà alcun tipo di effetto.
CZ l’ultimo?
Andrà fatta qualche distinzione. CZ ha scontato 4 mesi di carcere negli Stati Uniti ed era gravato – parliamo del fondatore di Binance – da pene accessorie che gli impedivano di svolgere il mestiere di imprenditore negli Stati Uniti e anche di guidare, sempre negli States, il proprio exchange. Pene accessorie comunque importanti, ma al tempo stesso… accessorie.
Sam Bankman-Fried ha invece ancora più di 20 anni di reclusione da scontare dopo lo spettacolare crack di FTX, exchange di criptovalute che utilizzata i fondi dei propri clienti per investimenti tramite il suo braccio VC Alameda. Un crack spettacolare che fu il punto di arrivo di una serie di eventi partiti con il fallimento di Terra Luna e che portò il mercato a espiare le proprie colpe in un lungo percorso di ribassi. Bitcoin arrivò a toccare i 16.000$ dopo aver raggiunto massimi di 69.000$ all’interno del medesimo ciclo.
Evitate ulteriori polemiche
Il perdono di CZ è stato considerato parte di un più ampio accordo tra le parti – almeno secondo l’opposizione anti-crypto di matrice democratica – senza che però almeno al momento ci siano delle prove significative di qualunque tipo di transazione.
Non è il solo perdono eccellente in ambito crypto esercitato dal presidente degli USA Donald Trump. C’è stato infatti il perdono del fondatore e gestore di Silk Road Ross Ulbricht, così come sembra sia sul tavolo ancora l’opzione per Roger Ver, che però nel frattempo sembrerebbe aver raggiunto un accordo con il fisco USA.
Per SBF invece le porte del carcere non si riapriranno. A meno che il prossimo presidente degli USA non sia di avviso diverso.
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