La Corte Suprema non ha ancora preso una decisione sulla questione dazi di Trump e non la produrrà per la giornata di oggi, venerdì 9 gennaio. Tutto questo arriva mentre Kevin Hassett, che fa parte del National Economic Council (e papabile per il post Powell in Federal Reserve) – conferma che il governo USA ha pronti altri strumenti per raggiungere gli stessi obiettivi.
Strumenti che però con ogni probabilità non vedremo annunciati oggi, dato che la decisione della Corte Suprema, stando a Bloomberg, non arriverà oggi e potrebbe però arrivare nelle prossime due settimane. La questione ha tenuto a lungo i mercati con il fiato sospeso, dato che il mancato riconoscimento del potere di dazio in capo a Trump da parte della Corte Suprema obbligherebbe il Tesoro degli USA a rimborsare già più di 100 miliardi di dollari.
Mercati procedono al rialzo
I mercati intanto procedono con interessanti rialzi, con S&P 500 che vola a +1% alla diffusione della non-notizia rispetto ai prezzi di apertura . Relativamente rialzisti anche gli altri indici delle borse USA, che in verità non avevano reagito granché ai numeri sulla disoccupazione migliori delle aspettative, numeri che comunque escludono, in assenza di nuovi dati, tagli a fine gennaio.
Bene invece Bitcoin e il resto del mondo crypto, con un movimento tra lo 0,50% e l’1% circa delle top, con soltanto Ripple che fa meglio della media, anche a causa di notizie importanti che arrivano da UK e dalla partecipazione del gruppo ad un progetto pilota con BNY Mellon, che include anche Circle.
Perché potrebbe essere una buona notizia?
Perché la combinazione dello spostamento della decisione e il supposto asso nella manica per il governo USA in termini di misure alternative, almeno sul breve dovrebbe garantire una certa stabilità ed evitare un’accelerazione di scontri politici tra governo e Corte Suprema.
Rimane comunque una situazione da dover monitorare e che analizzeremo anche sul nostro Canale Telegram VIP, che proprio in questi giorni sarà oggetto di approfondimenti su diverse questioni, che prescindono anche dal mercato crypto. Nello specifico toccherà alla situazione del petrolio, a quella macro più generale e poi con un outlook anche ai mercati risk on (che includono anche le crypto), per un inizio di 2026 che assomiglia al regno dell’incertezza con il quale avevamo chiuso il 2025.
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