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Shock USA: Jerome Powell sotto inchiesta. Terremoto Fed spinge oro, argento (e Bitcoin?)

Mai un livello di scontro così alto almeno dagli anni ’50 a questa parte. Jerome Powell ha confermato, in un breve ma intenso video, di aver ricevuto una subpoena dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che minaccia un’azione legale, in riferimento a certi lavori di ristrutturazione dell’edificio principale di Federal Reserve. Un’evoluzione che lo stesso Jerome Powell ha imputato ad un movente politico e che riguarda la presente e futura indipendenza di Federal Reserve.

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Risposta dura del Presidente di Federal Reserve e anche dei mercati, con oro e argento che fissano nuovi massimi, Bitcoin che corre e il dollaro che si indebolisce. Si alza così il livello dello scontro tra Fed e Casa Bianca negli Stati Uniti.

Questo riguarda la capacità di Fed di fissare i tassi di interesse..

Il messaggio di Jerome Powell è molto duro:

La minaccia di azioni legali è una conseguenza dell’aver fissato i tassi basandoci sul nostro miglior giudizio di quanto avrebbe offerto un servizio migliore – e non seguendo necessariamente le preferenze del presidente.

E ha poi aggiunto:

Questo riguarda la capacità futura di Fed di fissare i tassi di interesse basandosi su prove e condizioni economiche – o se invece la politica monetaria sarà guidata da pressioni politiche e intimidazioni.

Un messaggio duro che però nessuno tra i principali analisti dei mercati ha trovato eccessivo, data l’enormità di quanto sta succedendo.

=> FONTI: video e trascrizione dell’intervento di Jerome Powell sono disponibili qui, sul sito ufficiale di Federal Reserve.

La reazione dei mercati

La reazione dei mercati non si è fatta attendere. Per la prima volta nel corso della sua storia l’oro ha superato quota 4.600$. Nuovo massimo anche per l’argento a 84,00$. Bene anche Bitcoin, che reagisce in modo positivo a quella che è stata una notizia che ha colto in molti di sorpresa.

La questione avrà delle ripercussioni importanti e difficili da valutare, per il momento. Jerome Powell si trova infatti al termine del suo mandato e da maggio dovrà essere rimpiazzato. Il rimpiazzo arriverà, senza dubbio alcuno, da una lista breve di fedelissimi di Donald Trump.

L’occasione d’oro per Bitcoin e crypto?

Dipende dai punti di vista. Sono in tanti a sfregarsi le mani con l’arrivo di una crisi istituzionale che mette a repentaglio la credibilità del sistema dollaro. Credibilità che – detta tutta – era una delle poche rimaste in un mondo dove la politica ficca il naso in questioni strettamente di politica monetaria troppo di frequente.

Non sappiamo se si tratterà della crisi che Bitcoin, anzi, certi bitcoiner aspettano da tempo. Tuttavia sarà una questione da seguire molto da vicino, anche con un certo livello di preoccupazione.

Si tratta del più alto livello di scontro – senza dubbio alcuno – da almeno 50 anni a questa parte. Sul fatto che Powell sarà in grado di resistere alle pressioni, nutriamo qualche dubbio. Questo a patto che l’invasione di campo di Donald Trump non contribuisca a ricompattare una Fed che durante l’ultimo meeting del FOMC si è dimostrata essere piuttosto spaccata.

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