Il Big Orange annunciato da Michael Saylor era davvero… grande. Strategy ha infatti acquistato 13.627 Bitcoin per un controvalore complessivo di 1,247 miliardi di dollari e un prezzo medio di carico di 91.519$. Come sempre si tratta di acquisti che sono avvenuti nel corso della scorsa settimana. E sono di nuovo acquisti che sono stati finanziati diluendo i vecchi azionisti.
Ci si muove però anche sul fronte delle azioni privilegiate. Il gruppo è riuscito a collocarne infatti per 119,2 milioni di dollari – $STRC nello specifico – segnalando un certo appetito per titoli che, almeno fino ad oggi, non hanno funzionato come avrebbero dovuto.
Si torna su numeri importanti
È tecnicamente l’acquisto più alto – per numero di Bitcoin – dallo scorso luglio, e lo è anche in termini di dollari spesi. Non si è molto distanti dagli acquisti fatti a dicembre e che avevano fatto “ripartire” la macchina, ma sono comunque segnale di grande fiducia di Strategy nel proprio piano.

E a questo punto anche da parte di investitori che continuano a comprare le azioni di nuova emissione, che però diluiscono chi ne possedeva già.
Ad ogni modo c’è stata una raccolta per circa il 10% del capitale speso tramite emissione di azioni $STRC – azioni speciali che prevedono il pagamento di un dividendo tra il 10,75% e l’11% annuo.
Per la somma in questione il gruppo ha recentemente accumulato 2,25 miliardi di dollari – che nel momento in cui scriviamo saranno sufficienti per coprire circa 32 mesi di dividendi.
Sotto l’mNAV?
Ormai sì, e siamo molto vicini alla parità anche secondo il (bizzarro) calcolo che fa $MSTR. Siamo infatti davanti ad un’azienda che ha in cassa oltre 62 miliardi di dollari in Bitcoin e vale in borsa circa 50,2 miliardi di dollari.
Strategy invece continua a considerare come metro di paragone l’EV – che tiene conto anche del debito e che si attesta per il momento a circa 64 miliardi di dollari.
Se il gruppo dovesse trovarsi in una condizione di minore valore delle azioni rispetto ai $BTC che rappresentano, potrebbe interrompere gli eventuali acquisti. Va considerato il fatto che il gruppo ha comunque un importante cuscinetto per il pagamento di dividendi – che però almeno da regole auto-imposte attuali non dovrebbe poter essere utilizzato per ricomprare azioni proprie.
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