JPMorgan ha scioccato poche ore fa il mondo, cambiando le previsioni sui tassi di interesse nel 2026 e nel 2027. Secondo il grande gruppo bancario, non ci saranno tagli nel 2026 e la politica monetaria fatta a colpi di tagli e rialzi dei tassi ripartirà soltanto nel terzo trimestre del 2027, con i tassi però che verranno alzati di nuovo. Una previsione che – se azzeccata – preoccuperebbe non poco gli investitori in Bitcoin e crypto, una categoria complessiva di asset che risente molto dell’andamento dei tassi di interesse.
I mercati però – come vedremo – non sono d’accordo. Nel momento in cui scriviamo prezzano pienamente almeno due tagli ai tassi nel corso del 2026, con la possibilità che in caso di dati positivi da inflazione e lavoro ci siano addirittura più tagli. Probabilmente l’ultimo attacco della Casa Bianca a Powell ha cambiato qualcosa in termini di atteggiamento atteso da parte di JPM. Ma ha certamente ragione la grande banca d’affari?
Cosa dice JPMorgan?
Secondo quanto è stato riportato da Reuters, la banca d’affari JPMorgan prevede adesso zero tagli nel 2026, con il ritorno a una politica monetaria attiva soltanto a partire dal 2027, con un rialzo però. Si tratta di un cambiamento radicale rispetto ad aspettative che vedevano almeno 1 o 2 tagli, anche da parte degli analisti più conservatori.
- Cosa è successo nel weekend?
Il Dipartimento di Giustizia ha consegnato una subpoena a Federal Reserve e nello specifico a Jerome Powell, Presidente della banca centrale USA. Una situazione complessivamente difficile politicamente, con JPow che (in modo invero assai insolito) ha risposto a mezzo video parlando di attacco legale che nasconde un attacco all’indipendenza della stessa Federal Reserve.
- La reazione futura di Federal Reserve
Gli analisti si stanno avventurando più in dietrologie politiche che in analisi ponderate. Il ragionamento dietro i discorsi che stanno avendo ampia circolazione in queste ore riguarda una sorta di ritorsione politica che Powell starebbe preparando e che potrebbe modificare sostanzialmente i tagli di breve e medio periodo.
Potrebbe essere il caso? Facciamo fatica a crederlo per almeno due motivi. Il primo è che JPow non può essere contemporaneamente l’uomo dalla schiena dritta che ha risposto a Trump e poi il Presidente di Fed che utilizza la politica monetaria per vendette politiche personali.
Il secondo è che da maggio ciò che penserà dei mercati Jerome Powell conterà meno di zero, perché non sarà più presidente di Federal Reserve.
Cosa dicono i mercati?
Da qui a fine anno i mercati continuano a prezzare con maggiore convinzione l’ipotesi 2 tagli, per quanto siamo al 32% ancora, nonché molto distanti dalle date durante le quali si dovrà decidere. Non sembra però che ci sia spazio per considerare granché l’ipotesi zero tagli, per quanto quella 1 taglio stia prendendo forza.

C’è inoltre da sottolineare come nel corso dell’ultimo mese l’ipotesi almeno due tagli sia rimasta fondamentalmente stabile, al netto delle discussioni, quasi tutte politiche, sul futuro dell’economia americana.
Bitcoin e crypto
È innegabile che Bitcoin sia almeno in parte un asset che fa da spugna della liquidità e che preferisce contesti dove in realtà questa è più abbondante o comunque a buon mercato.
Una situazione alla JPMorgan non sembra un granché. Tuttavia, per quanto sia necessario riportare opinioni così autorevoli, sarà il caso di prenderle con le pinze. Le banche d’affari, soprattutto nelle loro esternazioni pubbliche, non è che ci prendano poi sempre.
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