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Investitore TOP scarica Bitcoin. 10% addio, ma ha un motivo POCO SERIO

Si torna a parlare, a sproposito, di minacce a Bitcoin. Ecco quali preoccupano questo grande investitore.

Christopher Wood che è a capo della divisione Equity Strategy da Jefferies, ha rimosso la sua allocazione del 10% in Bitcoin, secondo quanto riporta Bloomberg. L’importante analista e investitore avrebbe citato questioni legate al pericolo quantum, questione che era tornata a circolare nel corso delle ultime settimane, relativamente ingigantita dai social.

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Secondo Wood gli avanzamenti nel settore potrebbero mettere in pericolo il modello di sicurezza di Bitcoin, citando la possibilità che si arrivi a destinazione entro pochi anni e non in più di dieci anni, come si credeva in precedenza. Preoccupazioni che avranno una certa eco, anche perché diffuse ad arte da giornali che non sono mai stati morbidi con Bitcoin e che anche questa volta non si sono preoccupati affatto di offrire un quadro completo della situazione.

Bloomberg ci va a nozze

A riportare la notizia è stata per prima Bloomberg, pescando dalla mailing list di Wood e aggiungendo che:

Il network Bitcoin si basa su crittografia che è utilizzata per mettere al sicuro i token e validare le transazioni. Utilizzando i computer di oggi, bucare quella crittografia è praticamente impossibile. I computer quantum però potrebbero cambiare la cosa, permettendo agli hacker di ottenere le chiavi private – che vengono utilizzate per autorizzare i trasferimenti – partendo da quelle pubbliche.

Questo il commento di Bloomberg che però non si preoccupa di ricordare al pubblico che gli indirizzi che hanno esposto in passato la chiave pubblica sono invero pochi – e che già quelli più moderni non soffrono di questo problema. In aggiunta, da qui a quando, forse, le tecnologie quantum saranno in grado di bucare la crittografia utilizzata da Bitcoin, il problema potrà essere ampiamente mitigato.

Viene anche citato Nic Carter, appassionato e investitore Bitcoinc he solo poche settimane fa, a dicembre, aveva riportato il problema al centro della discussione, non sempre con toni pacati o equidistanti.

Il dibattito che ne è nato sarebbe stato dirimente per Wood, a nostro avviso non senza un pizzico di esagerazione.

Siamo spacciati?

Assolutamente no. Di discussioni ce ne sono state e ce ne saranno, e certamente non mancano soluzioni. Di tempo ce n’è e fondamentalmente, al netto di un’operazione pubblicitaria, è difficile vedere altro nella mossa di Wood.

Torneremo presto anche noi a parlare di quantum e ad analizzare la situazione, possibilmente senza allarmismi che fanno poco bene alla discussione e che, allo stesso tempo, contribuiscono a degradarla. Per il resto Wood è chiaramente liberissimo di fare ciò che vuole con il proprio capitale.

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