Bitcoin si trova ad affrontare una situazione estremamente delicata ai fini della continuazione rialzista della price action. Dopo un brutto quarto trimestre del 2025 che ha spazzato via completamente l’esposizione in leva sulle piazze futures, ora la responsabilità di sostenere BTC spetta al versante spot, che proprio in questi giorni sta accompagnando il rally.
Gli short stanno giocando con il fuoco, e rischiano ora di beccarsi un bello squeeze nel caso Bitcoin (BTC) riuscisse a piazzare un’altra leg up violenta nei prossimi giorni. Nel frattempo gli investitori professionali scommettono però su un rallentamento nella volatilità, preservando un atteggiamento ancora incerto e diffidente sul medio periodo. Vediamo cosa mostrano i dati più da vicino.
Bitcoin: il mercato spot assiste il movimento al rialzo
In questo momento sono gli acquisti del mercato spot a dare speranza a Bitcoin per una prosecuzione della bull run. Osservando l’andamento del CVD aggregato dei maggiori exchange, ci accorgiamo che nelle ultime settimane c’è stata una ripresa strutturale molto forte. Ricordiamo che il CVD (Cumulative Volume Delta) misura la differenza cumulativa tra volumi taker di acquisto e vendita, dando una lettura su chi sta spingendo il prezzo.
Emerge innanzitutto che su Coinbase la discesa ha rallentato dopo la forte aggressione sul lato ask del book, in un contesto che fino a poco fa stava frenando la risalita di Bitcoin, tanto da portare anche ad un Coinbase Premium Index negativo. Poi su Binance, o in generale su tutti i CEX, il CVD è tornato in regime di acquisto dominante, cosa che ha contribuito a consolidare il prezzo intorno ai $95.000, assorbendo le vendite del mercato futures.
Sono segnali importanti perché ci aiutano a fotografare l’outlook di BTC, che sembra essersi lasciato ormai alle spalle la forte pressione di vendita del Q4 2025 e stia iniziando a costruire un nuovo punto di equilibrio. Non c’è ancora quella forza che potevamo osservare nel pieno del rally 2023/2024, ma è comunque un buon inizio.

Investitori futures giocano con gli short e rischiano di bruciarsi
Contestualmente alla spinta aggressiva del mercato spot Bitcoin, sul fronte dei futures ci sono ancora degli investitori che stanno scommettendo sul ribasso della moneta. In particolare, lo capiamo dal fatto che durante la leg up di BTC dai $92.000 fino ai $97.000, il long/short ratio (soprattutto su Binance) sia sceso drasticamente, evidenziando una flow direzionale nettamente short.
Nel frattempo open interest e CVD futures sono entrambi saliti, segnalando l’apertura di nuove posizioni ed una prevalenza di ordini taker buy. Tuttavia il rialzo del CVD è da leggersi come una combinazione delle chiusure forzate delle posizioni short che sono state liquidate durante il rally insieme ad un incremento passivo delle esposizioni corte (ordini a limite in sell)
A conferma di ciò, c’è infatti un funding rate aggregato tra tutti gli exchange che è sceso in due occasioni in territorio negativo, evidenziando come il mercato futures continui a voler assorbire la spinta della domanda con un posizionamento prevalente short. Ora però gli orsi rischiano di essere presi alla sprovvista se Bitcoin dovesse portarsi sopra i $99.000, area in cui si concentra un elevato volume di liquidazioni.

Volatilità implicita in calo sulle borse opzioni Bitcoin
Intanto sulle piazze delle opzioni Bitcoin, gli investitori iniziano a prezzare una riduzione della volatilità di mercato per le prossime scadenze, pur mantenendo comunque una certa preoccupazione per orizzonti temporali più lunghi. Guardando all’ATM IV Constant Maturity di Amberdata, metrica che normalizza i valori di IV lungo finestre a 24 ore e 30 giorni, vediamo facilmente un calo da inizio anno, con un’accelerazione negli ultimi giorni.
Ciò significa che i trader di opzioni non si aspettano grossi movimenti di prezzo nel breve e che momentaneamente sono meno difensivi rispetto a qualche settimana fa. Allo stesso tempo però, va chiarito che la volatilità implicita potrebbe ribaltarsi facilmente dopo un catalizzatore bullish e dunque questo dato va preso con le pinze, anche considerando l’incertezza per le scadenze più lunghe.

Nel frattempo anche lo Skew delta 25, calcolato come Constant Maturities a 24 ore e 30 giorni, mostra un lieve calo strutturale che suggerisce un ridimensionamento del premio pagato per la protezione dai cali, ergo un minor costo delle opzioni put sulle call. In pratica, con il movimento dall’8 gennaio in poi, mentre Bitcoin si preparava per una leg up, gli investitori hanno iniziato a scaricare coperture difensive nel breve termine, evidenziando una percezione del rischio meno marcata tra i trader.
Questo è un buon segnale che, segue un riposizionamento massivo degli operatori dopo la maxi scadenza del 26 dicembre, in occasione della quale avevamo suggerito di tenere sotto controllo queste metriche per una possibile ripartenza bullish di Bitcoin.

Cosa aspettarsi dunque da Bitcoin nelle prossime settimane?
Sicuramente i tori saranno invogliati dal provare a rompere definitivamente il livello dei $99.000, andando a liquidare oltre mezzo miliardo di $ di short e consolidando su aree di prezzo molto importanti. Ricordiamo che in quella zona c’è anche il costo medio di carico della categoria short-term holders di Bitcoin: riconquistarla darebbe un enorme sprint al sentiment degli investitori più speculativi.
Ci sarà però da vedere se la domanda spot riuscirà a tenere il passo e se gli shortisti non avranno la meglio nel breve periodo. Rimane il rischio di un pullback nei prossimi giorni, ma da quanto abbiamo analizzato, sembra quantomeno improbabile un ritracciamento profondo. Ora sta a voi fare la vostra mossa.
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