Bitmine, la società guidata da Tom Lee e che raccoglie capitale a mercato per investire in Ethereum, ha ottenuto il nullaosta dai propri azionisti per aumentare il numero massimo di azioni. È una mossa propedeutica all’emissione di nuove azioni per raccogliere capitale da investire in $ETH. La votazione è passata con l’81% dei voti a favore.
Bitmine così potrà applicare in futuro dei piani simili a quelli di Strategy: emettere azioni, venderle a mercato per raccogliere capitale e poi investirlo in $ETH. Il gruppo detiene già una quantità importante di Ether, parte dei quali messi in staking al fine di produrre ritorni periodici.
Il gruppo da 4,2 milioni di $ETH
Bitmine, nel momento in cui scriviamo e dopo gli acquisti comunicati oggi, detiene 4,203 milioni di $ETH, per un controvalore di circa 12,7 miliardi di dollari ai prezzi attuali. Di questi, 1,83 milioni di $ETH sono stati già messi in staking per produrre ritorni.
Ad ogni modo, a fare notizia oggi è il passaggio della votazione Proposal 2, con l’81% di voti, che permetterà al gruppo di aumentare il numero massimo di azioni. Un passaggio ritenuto fondamentale dalla dirigenza, perché permetteranno al gruppo di avere una maggiore flessibilità nel raccogliere capitali.
Si potrebbe appunto seguire una strada simile a quella di Strategy, gruppo controllato da Michael Saylor, che emette frequentemente azioni proprio per raccogliere capitale sia per pagare i dividendi delle azioni speciali, sia per comprare Bitcoin.

Bitmine controlla già oltre il 3,5% del totale del circolante di $ETH, grazie ad acquisti sostanziosi nel corso del 2025 e che però almeno nelle ultime settimane – come è visibile dal grafico – sono enormemente rallentati, anche a causa delle difficoltà di reperire capitale, in quello che è un momento relativamente duro per il comparto DAT.
mNAV già negativo: si potranno davvero emettere azioni?
C’è poi l’altra questione. Il controvalore delle azioni di Bitmine è già inferiore al controvalore degli $ETH in cassa, cosa che renderebbe matematicamente sconveniente diluire ulteriormente gli investitori. Investitori che hanno già incassato perdite – quando detentori di azioni ordinarie – piuttosto importanti.
Una situazione matematicamente ai limiti dell’impossibilità, cosa che però potrebbe non interessare Tom Lee, storicamente al di sopra dell’aritmetica e di spirito fortemente bullish. Vedremo come si svilupperà la situazione della Strategy del mondo Ethereum, che avendo però optato su un asset che si può mettere in staking, può contare anche su ritorni di poco inferiori al 3% annuo. Sarà qui la salvezza per una delle poche DAT che ha ancora la forza di acquistare?
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