La volatilità e i movimenti ribassisti del mercato crypto hanno colpito anche Chainlink (LINK), che su base settimanale registra un -6,83% e attualmente quota 12,37 USDT. Questo arretramento riduce la performance da inizio 2026, che resta comunque ancora in territorio positivo con un +1,60%.
Chainlink in un equilibrio precario
Il ribasso in corso si inserisce in una fase di debolezza più ampia, con ChainLink che prosegue nel solco del 2025, anno chiuso con una perdita del -39,80%. Il quadro grafico è fragile e merita un’analisi approfondita con il prezzo che sta testando un supporto rilevante.
Chainlink accelera l’integrazione tra TradFi e DeFi
Al contempo va detto che se il prezzo di $LINK delude, a livello di partnership il team è molto attivo. Infatti, Chainlink amplia la propria infrastruttura portando dati di azioni ed ETF statunitensi direttamente on-chain tramite i Data Streams.
Prezzi, volumi e bid/ask diventano così accessibili ai protocolli DeFi con bassa latenza e aggiornamenti continui, coprendo le sessioni di mercato 24 ore al giorno per 5 giorni a settimana. Per un approfondimento, qui l’articolo di Alessandro Adami: Wall Street incontra la DeFi: Chainlink porta azioni ed ETF on-chain con QUESTA MOSSA
Inoltre dal 9 febbraio 2026, il CME Group introdurrà futures regolamentati anche per Chainlink oltre a Cardano e Stellar. Ciò permette di offrire strumenti di copertura e trading agli investitori istituzionali, in scia ad un processo di miglior integrazione delle altcoin.
Panoramica di lungo periodo sul grafico weekly

Analizzando il grafico weekly di ChainLink, riportiamo una panoramica di lungo periodo che parte dai minimi dell’estate 2024 a 8,08 USDT. Da qui si può osservare una serie di movimenti in swing, con un massimo registrato a 30,94 USDT nel dicembre 2024.
Nel 2025 è iniziata una forte fase di ribasso che ha toccato un minimo in aprile a 10,10 USDT. Da qui è poi partito un rimbalzo fino ad agosto, con un massimo a 27,87 USDT, seguito da una nuova fase di contrazione del prezzo.
Situazione attuale di LINK e congestione
Negli ultimi due mesi il prezzo si sta muovendo all’interno di un’area di congestione, come evidenziato sul grafico e segnalato in giallo. Allo stato attuale, su base weekly, LINK registra un ribasso del -7,13% e si trova sulla parte bassa, ovvero supportiva, di questa congestione.
È inoltre visibile il test di una diagonal line supportiva di lungo periodo, evidenziata in blu, che parte dai minimi di giugno 2023 ed è stata già testata più volte. Il breakdown di entrambi questi elementi confermerebbe uno scenario di ulteriore debolezza per LINK, con rischio di discesa verso i minimi in area 10,70–10,20 USDT, fino al minimo successivo in area 8,10 USDT.
Panoramica dei movimenti sul grafico daily
Sul grafico daily, riportiamo una panoramica dei movimenti di ChainLink dal minimo di novembre a 11,60 USDT. Qui si coglie meglio la zona di congestione, con alcune shadow sopra e sotto livelli chiave di supporto e resistenza.

A fine dicembre si è verificata un’accelerazione rialzista che ha portato, a gennaio, il prezzo di LINK per due volte sull’area di resistenza. L’ultimo massimo è stato toccato il 14 gennaio a 14,40 USDT.
Su quel livello LINK ha configurato una candela doji, tipica di potenziale inversione, da cui è partita l’attuale fase di contrazione del prezzo. Questa dinamica ha riportato il mercato nuovamente sulla parte bassa dell’area di congestione.
Livelli chiave e indicatori
In questo scenario, per avere un segnale di rimbalzo, è necessario un ritorno del prezzo sopra l’area di resistenza che passa a 13,18 USDT. In questa zona si colloca anche la media mobile (Sma 50).
Invece l’indicatore RSI, mostra come il prezzo di LINK si trova, al momento della stesura, in area di ipervenduto, anche se mostra segnali di reazione. Una chiusura daily positiva potrebbe rafforzare l’uscita da questa area.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi
