Anche dopo l’apertura degli indici azionari americani, il prezzo di Bitcoin prova a restare nell’area dei 70.000 USDT e in recupero rispetto alla mattina. Segue il movimento anche Ethereum, che ha provato a salire maggiormente ma ora ritraccia. Gli indici azionari si muovono a macchia di leopardo dando segnali di debolezza.
Crypto in verde, azionari in bilico
Il future su S&P 500 è in ritracciamento con un -1,10%, e sta nuovamente scendendo sotto il box di congestione, come si può osservare dal grafico. Il ribasso maggiore lo fa il Dow Jones con un -1,29%. Invece l‘EuroStoxx è in negativo del -0,80%, però sopra l’apertura mattutina, infatti registra una candela verde. Il future del petrolio WTI sta quotando 96,20 dollari sui massimi della giornata segnando un +8,70%.

Bitcoin sempre nell’area di congestione
Il prezzo di Bitcoin (BTC) attualmente quota 70.000 USDT e in allegato nel grafico daily abbiamo la ormai nota panoramica della congestione che dura da inizio febbraio. Oggi il prezzo sta nuovamente lavorando sotto l’area di resistenza di questo box range che è già stato superato negli ultimi due giorni come si può osservare dalla shadow superiore.

Nella parte inferiore abbiamo l’indicatore RSI che non sta dando informazioni particolari, se non confermare una fase di lateralità. Il dato rilevante rispetto a una settimana fa è che le bande di Bollinger si sono allargate. Ciò dopo il falso breakout della settimana scorsa, che comunque aveva avvicinato il prezzo all’area primaria di resistenza rilevante a 74.500 USDT.
Inversione del sentiment con crypto più forti
In questo scenario va evidenziato come nell’ultima settimana di marzo ci sia stata una tendenziale inversione, con una debolezza degli indici azionari rispetto al mercato crypto. Questo non accadeva ormai da tre, quasi quattro mesi. Forse il sentiment è cambiato, però è troppo presto per dirlo. Ci sono alcuni indicatori che possiamo andare a visualizzare, come il Bitcoin Bubble Index e il Fear & Greed Index.
Cosa ci dice il Bitcoin Bubble Index
In allegato abbiamo il Bitcoin Bubble Index, un indicatore utilizzato per valutare il livello di euforia o paura presente nel mercato di Bitcoin.

Quando l’indice sale sopra lo zero indica una fase di entusiasmo degli investitori e un possibile surriscaldamento del mercato. Al contrario, valori negativi segnalano condizioni di paura e possibili fasi di sottovalutazione del prezzo.
Nel grafico si osserva come durante le fasi di bull market l’indice tenda a crescere insieme al prezzo di Bitcoin, mentre nelle correzioni profonde scende sotto lo zero. Storicamente questi valori negativi sono comparsi nelle fasi di capitolazione del mercato e spesso coincidono con zone di possibile accumulo, come accadde a novembre 2022 quando l’indice toccò -11,8 con BTC a 16.500 USDT.
Crypto Fear & Greed Index segnala ancora paura
L’indicatore più conosciuto per rilevare il sentiment di mercato è il Crypto Fear & Greed Index, che riportiamo nel grafico allegato con una view dall’autunno del 2024. L’indice varia su una scala da 0 a 100 e misura quanto gli investitori siano ottimisti o pessimisti sul mercato crypto. Valori sopra 80 indicano forte euforia, mentre livelli sotto 20 segnalano paura estrema.

Attualmente l’indice si colloca a 19 punti, quindi in area di paura estrema, con BTC che è comunque sopra di 10.000 USD dal minimo di febbraio. Storicamente queste fasi di paura estrema coincidono con momenti di forte incertezza tra gli investitori, quando il sentiment diventa negativo e l’attività speculativa rallenta sensibilmente e iniziano le fasi di accumulazione.
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