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BOJ TASSI

Giappone: Bitcoin e crypto sono salvi. Nessun rialzo tassi a sorpresa. Ma i numeri…

Niente sorprese da Tokyo: ecco cosa hanno deciso i grandi di Bank of Japan.

Il Giappone ha deciso di non alzare i tassi di interesse, come anticipato dai principali analisti. La notizia è comunque importante dato che Kazuo Ueda, governatore di Bank of Japan, non sarebbe stato nuovo a sorprese, come a luglio 2024. Sorprese che sono in grado, data la rilevanza dell’economia giapponese anche a livello finanziario globale, degli effetti dirompenti sull’andamento dei mercati.

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Nessuna modifica ai tassi di interesse dunque, in quella che è una fase estremamente complicata per il Giappone e per la gestione del suo debito pubblico, i cui rendimenti stanno salendo da qualche settimana e che sembrerebbero poter continuare una scalata importante, nonostante la recente correzione. Come abbiamo più volte già analizzato su queste pagine e anche sul nostro canale Telegram VIP, il Giappone rimane il paese da osservare con maggiore attenzione per le evoluzioni dei mercati di medio e lungo periodo.

Nessuna sorpresa da Tokyo: Bitcoin e crypto tirano un sospiro di sollievo

Bitcoin e crypto stanno già affrontando una fase molto complicata, come ha magistralmente descritto qui Alessandro Lavarello nella prima analisi della giornata. Sarebbe però potuta andare peggio, dato che avremmo potuto assistere ad ulteriori tensioni a causa delle notizie che sarebbero dovute arrivare dal Giappone.

Giappone 30y
L’incredibile andamento dei rendimenti dei bond Giappone a 30 anni

Le notizie in realtà erano due: la prima riguardava l’inflazione, che è in forte discesa però rispetto alla lettura precedente e in linea con le previsioni degli specialisti. Core a +2,4%, CPI nazionale a +2,1%, con un leggero sospiro di sollievo. Non si sta correndo di nuovo verso l’alto, per quanto vada comunque segnalato l’andamento maggiormente irregolare dei dati macro giapponesi rispetto a quelli europei o quelli americani.

Perché tutti guardano al Giappone

Per due motivi principali. Il primo è che il carry tradene avevamo già parlato qui – che potrebbe essere messo a rischio nei volumi e nelle consistenze da un’eventuale politica monetaria giapponese più hawkish.

Il secondo motivo è che i bond giapponesi sono ormai da qualche settimana visibilmente sotto stress. Rendimenti schizzati in alto, scarsa liquidità su una piazza che però vale molto in termini di capitalizzazione e più in generale tutta una serie di segnali di stress che sono fonte di ragionevole preoccupazione.

Va segnalato anche un altro aspetto: Kazuo Ueda, il governatore della Banca del Giappone, insiste da tempo sulla presenza di speculatori responsabili della debolezza dello yen sulle piazze internazionali. Speculatori che talvolta ha voluto sorprendere con rialzi non previsti e che hanno creato grande sconquasso sui mercati.

Tutto questo mentre il Giappone si appresta ad andare ad elezioni anticipate, che dovrebbero confermare il governo in carica e – soprattutto – l’importante piano di spesa pubblica e di stimoli inviso a Kazuo Ueda, che deve combattere una battaglia durissima per il contenimento di un debito pubblico fuori controllo da tempo.

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