Home / 2 miliardi scappano da Bitcoin e Ethereum a Wall Street. Settimana bear segno del bottom?

BTC USA OUT

2 miliardi scappano da Bitcoin e Ethereum a Wall Street. Settimana bear segno del bottom?

A meno di clamorosi stravolgimenti nella sessione di oggi, venerdì 23 gennaio, gli ETF crypto si apprestano a chiudere la peggiore delle settimane da novembre a questa parte. Per il solo Bitcoin, abbiamo già avuto oltre 1,2 miliardi di dollari di outflow, ovvero di capitali che sono fuoriusciti effettivamente da questi prodotti. Per Ethereum in rapporto performance anche peggiori, con oltre 500 milioni di fuoriuscita di capitali. È un outflow che ha esercitato delle pressioni importanti sul prezzo, probabilmente impedendo il ritorno su livelli di prezzo pre-Groenlandia.

Con eToro hai SOLO QUI fino a 500$ di ASSET GRATIS. Iscriviti da qui per partecipare a una promozione UNICA e che non troverai su altri siti.

Tutto questo all’interno di un quadro risk off comunque non esagerato, che conferma un quadro forse più preoccupante per Bitcoin e crypto che per il resto del comparto degli asset da investimento più rischiosi. Nel corso della nostra analisi però ci sarà spazio per avere un quadro anche parzialmente positivo, con gli ETF che hanno storicamente mostrato un certo lag rispetto ai trend in formazione.

Quasi 2 miliardi fuori da Bitcoin e Ethereum

Sarà utile comprendere come si muovono in realtà i capitali verso e dagli ETF su Bitcoin e Ethereum – e in realtà da tutti gli altri ETF.

I market maker e gli authorized participants comprano e vendono continuamente quote e al discostarsi del prezzo dell’ETF da quello del sottostante intervengono creando o distruggendo quote. Quando la pressione di acquisto sugli ETF è maggiore della pressione di vendita, il prezzo delle quote degli ETF diventa più elevato di quello del sottostante che rappresentano e in questo caso gli AP e i MM chiedono la creazione di nuove quote, aggiungendo capitale.

ETF BTC ANALISI
ETF BTC

È quanto riportiamo su queste pagine con il nome di inflow: grazie alla domanda c’è capitale che finisce effettivamente all’interno degli ETF.

Al contrario, quando la pressione di vendita è maggiore della pressione di acquisto, il prezzo delle quote degli ETF può diventare inferiore a quello del sottostante rappresentato. In quel caso i market maker hanno interesse economico a raccogliere le quote a mercato e inviarle al gestore per distruggerle in cambio del sottostante. In quel caso c’è oggettivamente fuoriuscita di capitali da questi prodotti.

ETF ETH

Differenze con la capitalizzazione di mercato: la capitalizzazione di mercato è un conteggio molto meno utile, perché è una mera moltiplicazione del valore delle quote per il numero delle quote. Anche senza arrivo di nuovi capitali, un mero aumento del prezzo di Bitcoin fa aumentare la capitalizzazione. Il calcolo degli inflow è invece molto più interessante per capire come si stanno muovendo gli investitori.

Le notizie dagli ETF altcoin: Ripple, Solana e le altre

Il discorso appare come molto diverso se entriamo nel campo degli ETF sulle altcoin, che continuano a far registrare dei numeri positivi sul giornaliero, per quanto abbiano anche alcuni di questi scaricato complessivamente durante la settimana.

  • Ripple

La settimana corta degli ETF su Ripple si era aperta con sostanziosi outflow, per 53,32 milioni di dollari nella giornata di martedì. Poi ci sono stati due giorni consecutivi di inflow, per 7,16 milioni di dollari e 2,09 milioni di dollari rispettivamente. Sono numeri che non aiutano a recuperare però, per un salto netto nella settimana di -44 milioni di dollari circa.

  • Solana

Solana ha avuto una settimana tutta in positivo, con 3,08 milioni di dollari per il 20 gennaio, e poi 2,92 milioni di dollari mercoledì 21 gennaio e 1,71 milioni di dollari ieri, giovedì 22 gennaio. Nel complesso, al netto di oggi, chiuderà le contrattazioni settimanali con 7,71 milioni di dollari di inflow.

Le DAT in ripresa?

Date le difficoltà del settore DAT, che è quello delle società che investono direttamente in criptovalute o con capitali raccolti a mercato, l’intero comparto si può ormai ricondurre a due società.

  • Strategy

In settimana, nello specifico martedì, ha comunicato l’acquisto di 22.305 Bitcoin, per un controvalore di 2,13 miliardi di dollari. Nel saldo tra DAT e ETF, sono più che sufficienti per controbilanciare le fuoriuscite. Tuttavia vale la pena di ricordare che gli acquisti di MSTR avvengono la settimana precedente alla comunicazione. Non possiamo sapere quanto e se MSTR ha acquistato durante questa settimana.

  • Bitmine

Bitmine sta riducendo gli acquisti, pur continuando ad effettuarne. Il gruppo però in settimana ha fatto approvare dagli azionisti un passaggio fondamentale per poter continuare ad acquistare.

Si potranno infatti emettere nuove azioni per raccogliere capitale da destinare agli acquisti di $ETH a mercato. Vale inoltre la pena di ricordare che il gruppo investe anche in altri comparti, su tutti in private equity, come i 200 milioni recentemente investiti in Beast Industries di Mr. Beast.

Sessione americana volatile e negativa

Aggiungiamo, sempre a scopo di studio, le performance ora per ora dall’apertura delle borse USA, su Bitcoin. Soltanto il 21 gennaio abbiamo avuto una chiusura positiva rispetto ai prezzi di apertura, per sessioni comunque volatili sì, ma con poca differenza tra apertura e chiusura in termini di prezzo.

Cos’è successo durante le sessioni USA

La questione potrebbe essere facilmente spiegata con una pressione di vendita degli ETF contrastata però da acquisti da altre fonti: da MSTR fino agli investitori retail. Potrebbe essere un segnale di bottom?

La risposta è affermativa: storicamente gli ETF hanno mostrato un po’ di ritardo rispetto a cambi di trend che poi si sono verificati.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments