Le condizioni per il trading di opzioni sugli ETF Bitcoin e Ethereum sono state allentate e permetteranno ai player di quel mercato di superare la soglia dei 25.000 contratti per partecipante, precedentemente imposta da SEC. Si tratta di un passo in avanti di enorme importanza per la struttura del mercato, che a grandi falcate non si sta soltanto istituzionalizzando, ma sta completando la formazione di una struttura che è anche legittimità per gli asset coinvolti.
SEC non ha avuto obiezioni e da questa settimana è già possibile superare i limiti di cui sopra, che costringevano alcuni dei big player a fare ancora hedging ricorrendo ai futures. L’aumento dell’accessibilità di questi prodotti dovrebbe fornire anche un’infrastruttura utile per la creazione di nuovi prodotti strutturati.
L’importanza delle opzioni
Si tratta di un’importanza non certo secondaria, ma di completamento per una struttura di mercato che è fondamentale anche per permettere l’avvicinamento di trading desk, nonché di gestori di fondi che vogliono offrire ai propri clienti un’esposizione possibilmente strutturata verso Bitcoin e Ethereum.
Le opzioni infatti garantiscono accesso a gestione del rischio strutturata, anche senza ricorrere ai futures, e anche di strutturare payoff per prodotti complessi. Inoltre, migliorano e rendono più efficiente (e a tratti meno volatile e imprevedibile) la price discovery.
I prodotti erano partiti con ritardo dopo una certa opposizione da parte di SEC – quando a capo dell’agenzia sedeva ancora Gary Gensler – salvo però poi fare un rapido recupero, sia in termini di volumi che di interesse raccolto da parte di certi investitori.
Strategie aumentate
Benché qualcuno si sia già mosso, con la piena maturazione delle opzioni su Bitcoin e Ethereum tramite ETF vedremo sempre di più la creazione di prodotti strutturati con covered call e protective put – così come prodotti fatti e finiti che limitano la volatilità di Bitcoin, proprio facendo ricorso a quanto può essere strutturato tramite opzioni.
L’allargamento di questo mercato potrebbe anche diventare, tra le altre cose, un buono spunto per certe DAT, che hanno in cassa una grande quantità di Bitcoin o Ethereum e vogliono fare pienamente ricorso ai prodotti più avanzati per fare hedging. O anche alla vendita stessa di azioni che avranno ora un pricing più articolato.
L’anno dell’allineamento
Nel 2024 abbiamo visto l’arrivo dei primi ETF su Bitcoin, che hanno aperto il più proverbiale dei vasi di Pandora: Bitcoin è diventato da quel momento un asset investibile – che però era ancora a caccia di una struttura completa di mercato, almeno per gli investitori più sofisticati.
Problema se vogliamo risolto ora che la libertà di fare trading su questi asset è diventata pressoché totale. Niente limiti, su richiesta del Nasdaq, e SEC che ha accettato senza riserve.
Vedremo come si muoverà il mercato una volta che questi prodotti saranno sempre più integrati in certe strategie.
Rallentamento futures istituzionali
Il rallentamento dei volumi dei futures su Bitcoin e Ethereum al CME di Chicago può essere letto anche alla luce di questa novità. Con un maggiore accesso al mercato delle opzioni diventa molto meno necessario rivolgersi al mercato dei futures.
La rimozione dei limiti dovrebbe inoltre contribuire a un aumento della liquidità di questi prodotti, finendo per comprimere, in senso relativo, ancora di più l’attrattiva dei futures destinati ai clienti istituzionali.
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