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Torna incubo SHUTDOWN: Democratici su piede di guerra. Bitcoin e crypto -1%. Ci sono pericoli?

Negli USA torna il pericolo shutdown. ICE al centro dello scontro tra Dem e Rep.

Il leader democratico in Congresso, Chuck Schumer, ha dichiarato ieri che non procederà a votare il funding bill, a causa di divergenze che sono figlie della situazione in Minnesota di cui tutti dovreste essere al corrente. Senza una revisione importante della spesa per il DHS (il Dipartimento della Sicurezza Nazionale), i democratici non approveranno la più ampia legge che dovrebbe permettere al governo USA di continuare a funzionare. E dal 31 gennaio gli Stati Uniti torneranno in shutdown, a meno di clamorose ricomposizioni.

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La situazione sembrerebbe dunque già compromessa e irrecuperabile, con poco tempo a disposizione per trovare una soluzione e con lo shutdown che, per la seconda volta in 13 mesi di presidenza Trump, colpirà la possibilità del governo federale di spendere e di funzionare, se non per le questioni ritenute strettamente necessarie.

Torna un incubo per i mercati crypto?

A 4 mesi esatti dall’inizio dell’ultimo shutdown – quello del 1^ ottobre 2025 – potremmo averne un altro. Se non si troverà infatti un accordo tra repubblicani e democratici, il 31 gennaio finirà l’accordo ponte per il finanziamento temporaneo delle attività federali, il che vuol dire che sarà raggiunto di nuovo il limite (mobile) di debito pubblico massimo per gli States.

Si chiama tecnicamente shutdown, il Congresso ha cercato di superarlo lavorando alacremente a una soluzione, e include però il finanziamento anche del Department of Homeland Security, lo stesso da cui dipende ICE. Dati i recenti fatti di cronaca, il finanziamento di queste attività è diventato politicamente controverso, con i democratici che hanno detto a chiare lettere che non approveranno il gruppo di leggi necessarie per evitare lo shutdown se sarà incluso appunto anche il finanziamento di questo dipartimento.

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Su Polymarket chance di shutdown schizzate al 78%

La questione insuperabile sarà al Senato, dove tra le altre cose si ha bisogno – per evitare ostruzionismo illimitato – di ottenere 60 voti su 100, e dove sono dunque necessari almeno 7 voti democratici affinché tali leggi di funding vengano approvate.

Le reazioni del mercato crypto

Il mercato crypto non ha reagito con strappi netti, ma sta perdendo – almeno limitatamente alla top 10, circa l’1% nel momento in cui scriviamo, in quello che è stato un moderato calo in presenza di volumi quasi nulli.

Per ora dunque non sembrerebbe volersi ripetere quanto abbiamo visto a ottobre, con lo shutdown che coincise con un’inversione importante di sentiment e di volumi, in quello che però è stato un rapporto non ancora pienamente chiarito tra le due cose. Continueremo a seguire la situazione anche sul nostro canale Telegram – per quella che sarà una sette giorni che ci separa dall’ultimo momento utile che potrebbe farsi infuocata.

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