Ieri il mercato crypto ha registrato una forte contrazione, soprattutto sui tre principali token: Bitcoin, Ethereum e Solana. Quest’ultima ha segnato un calo secco del -6,57%, con una chiusura della candela weekly a -13,80%. Per ritrovare una chiusura peggiore è necessario tornare all’inizio di novembre dello scorso anno.
Solana colpita da una violenta pulizia della leva
I dati sulle liquidazioni di Solana mostrano uno squilibrio estremamente marcato sul lato long. Nelle ultime 24 ore sono stati liquidati oltre 60 milioni di dollari di posizioni rialziste, pari a circa il 95% del totale, contro poco più di 3 milioni di short.

Questo evidenzia un mercato fortemente sbilanciato e vulnerabile, colpito da una long squeeze in un contesto di bassa liquidità. L’evento si distingue anche nel quadro a 90 giorni, dove il picco del 25 gennaio emerge come uno dei più rilevanti per intensità. Le liquidazioni hanno accelerato il movimento del prezzo, confermando una dinamica meccanica guidata dai futures più che da vendite spot.
Hyperliquid, Bybit e Binance al centro delle liquidazioni

Le liquidazioni hanno accelerato il movimento del prezzo, confermando una dinamica meccanica guidata dai futures più che da vendite spot. La concentrazione delle liquidazioni su Hyperliquid, Bybit e Binance indica che la leva era distribuita su exchange con elevata attività direzionale.
Open interest Solana e liquidazioni: i dati “stridono”
Osservando il grafico dell’open interest su Solana si osserva una leva complessiva già ridotta rispetto ai massimi di settembre e ottobre, rendendo anomale le violente liquidazioni registrate ieri.

Questo apparente contrasto si spiega con la qualità del posizionamento, non un eccesso quantitativo di open interest, ma una concentrazione di posizioni long direzionali e fragili. La leva residua era meno diffusa, ma fortemente sbilanciata. In un contesto di bassa liquidità, è bastato un movimento contro generalizzato del mercato crypto per innescare una cascata meccanica di liquidazioni, senza che l’open interest totale fosse elevato, soprattutto rispetto ai picchi dei mesi precedenti.
Solana in difficoltà da inizio 2026
Attualmente Solana quota 100,22USDT e da inizio 2026 è passata in territorio negativo con un -2,20%, registrando il quarto mese consecutivo in rosso. Il ribasso segue quello del 2025, chiuso con una perdita del -34%. A livello tecnico sono stati analizzati i dati dei futures relativi a quanto accaduto ieri, mentre sul piano grafico proponiamo una panoramica sul chart weekly.

Dal minimo di aprile al massimo di settembre
Osservando l’andamento settimanale, Solana ha segnato un minimo ad aprile 2025 a 95,26USDT, da cui è partita una serie di swing rialzisti che hanno portato a una fase di recupero estiva. Il massimo è stato raggiunto a metà settembre in area 200,53USDT. Da quel punto il trend ha iniziato a inclinarsi, fino al flash crash di ottobre e al primo test del supporto a 175USDT, poi rotto a novembre.
Supporti chiave e rischi di ulteriori ribassi
Il ribasso ha condotto a un minimo a dicembre in area 116,88 USDT. Tra novembre e dicembre Solana si è appoggiata sull’area di supporto compresa tra 127 e 118 USDT, area nella quale si trova anche attualmente. Tuttavia il trend resta inclinato al ribasso, con una sequenza di massimi decrescenti.
A gennaio 2026 il prezzo ha toccato un minimo poco superiore a quello di dicembre. La perdita di questa area potrebbe spingere Solana verso i minimi di aprile, con il rischio di un’ulteriore discesa in direzione dei 70 USDT.
Solana supporti e resistenze chiave

Solana (SOL) – daily 26 gennaio 2026
Passando al grafico daily, abbiamo una panoramica di Solana a partire dai minimi di dicembre. Qui si può osservare come il prezzo si trovi all’interno dell’area supportiva indicata in precedenza, compresa tra 127 e 118 USDT. Si tratta però di una zona da monitorare con attenzione, poiché era già stata rotta con forza al ribasso nell’aprile del 2025.
In caso di tentativo di rimbalzo, la prima resistenza di breve periodo si colloca in area 129 USDT. Successivamente, una resistenza più rilevante passa in area 133 USDT, livello sul quale transita poco sotto anche la media mobile (Sma 50). Solo un recupero stabile sopra quest’area potrebbe ridurre la pressione ribassista nel breve termine.
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