C’è un altro conflitto di interessi ai massimi vertici del governo Trump. Il tema è ancora una volta quello delle crypto e a muovere accuse è – anche qui qualcosa di già visto – la senatrice Elizabeth Warren, che contro il mondo crypto conduce una battaglia da tempo immemore. L’accusa questa volta è contro Todd W. Blanche, del Dipartimento di Giustizia, che ha smantellato l’unità investigativa sulle criptovalute, riportando il settore in uno stato di normalità e dunque non più in bisogno di una task force dedicata.
Todd W. Blanche sarebbe detentore di quantità importanti di Bitcoin e Ethereum, in una forbice che sfiora il mezzo milione di dollari – e dunque avrebbe un conflitto di interessi troppo importante per essere ignorato. Questo almeno secondo la lettera (ennesima) inviata da Elizabeth Warren e sottoscritta da altri senatori.
“Una decisione inspiegabile“
I toni sono i soliti di Elizabeth Warren:
Lo scorso anno abbiamo chiesto le ragioni dietro l’incredibile decisione di ridurre la portata degli sforzi del DoJ sulle crypto. Vi scriviamo invece oggi alla luce di nuovi report che indicano che detenevate quantità rilevanti di criptovalute nel momento in cui prendevate questa decisione. Quantomeno, avevate un chiaro conflitto di interesse e vi sareste dovuti astenere dal partecipare.
L’accusa è appunto verso il vice Attorney General Todd W. Blanche, sempre secondo le accuse mosse da Elizabeth Warren, avrebbe detenuto al tempo della riduzione della task force anti-crypto, tra i 158.000$ e i 470.000$ dollari in Bitcoin e Ethereum.
Le accuse sono state rispedite al mittente. Il DOJ però ha confermato che la situazione era nota e che era stata debitamente chiarita con gli strumenti consentiti dalla legge.
Ancora attacchi a Binance e CZ
La lettera è poi occasione per riproporre vecchie accuse riguardanti la supposta collaborazione tra CZ, Binance e l’amministrazione Trump, allo scopo di favorire le attività economiche della famiglia presidenziale – e in particolare quelle legate alla stablecoin USD1, del progetto WLFI.
Ci saranno comunque strascichi legali derivanti dalla lettera di Warren, dato che si fa appello a leggi che avrebbero previsto e imposto dichiarazioni maggiormente pubbliche delle detenzioni delle crypto di un ufficiale di governo che ha partecipato alla redazione di leggi “favorevoli” al mondo crypto.
Il tema delle criptovalute rimane quello di maggiore attrito tra la Casa Bianca e l’opposizione al Congresso, e sta ostacolando anche l’avanzamento dei lavori del cosiddetto Clarity Act – ovvero il complesso di leggi che dovrebbe regolamentare il settore negli States.
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