È un mercato grigio un po’ per tutti, sia per Bitcoin che soprattutto per le altcoin, viste le condizioni bearish in cui viaggia l’intero settore crypto. C’è qualche eccezione di moneta che sta sovraperformando il benchmark con rally solitari, ma si tratta per lo più di pochi casi isolati e di movimenti destinati a durare poco ed essere assorbiti rapidamente. Il grosso dei capitali è in questo momento in fuga principalmente sulle stablecoin, ed in parte minore sul re.
Le altcoin sembrano stuzzicare poco l’interesse degli investitori: da metà novembre ad oggi, nel giro di appena 3 mesi, i volumi di scambio sulle alt sono crollati del -50% circa. Una riduzione che si spiega certamente con un minor appetito generalizzato per il rischio in questo contesto storico, ma che allo stesso tempo preoccupa gli holders e rende sempre più improbabile un ritorno della tanto attesa altseason.
Altcoin poco attraenti sul mercato crypto: volumi giù
Gli ultimi mesi di correzione hanno fatto piazza pulita su tutto il mercato crypto, ma con effetti ovviamente più devastanti su tutto il gruppo delle altcoin. Se analizziamo il grafico “Dominance by Volume” di CryptoQuant, in cui vengono classificati i volumi di scambio registrati sui futures di Binance, emerge un dato interessante.
Dal 14 novembre 2025 sino ad oggi, la quota di negoziazioni avvenuta sulle alt è passata dal 59,2% all’attuale 38,7%. Pochi giorni fa questo valore era sceso addirittura sotto il 34%, segnando una contrazione relativa di quasi la metà dell’attività svolta sulle monete alternative. Nel frattempo sono aumentati i volumi di trading su Ethereum e Bitcoin, che nello stesso periodo hanno ripreso la quota maggioritaria su Binance.
Da notare soprattutto come dal crollo del 10 ottobre fino a metà novembre, c’era stato un boom dei volumi sulle altcoin, che possiamo interpretare come un tentativo (fallito) degli investitori di sfruttare il calo come opportunità per acquistare titoli più rischiosi a sconto. Dopo il successivo sell-off però, in tanti si sono arresi e gran parte del capitale speculativo è tornato su Bitcoin. Curioso anche vedere che dopo il bottom locale a $60.000, il re abbia attirato più scambi anche rispetto ad Ethereum.

Un pattern storico chiaro: calo dei volumi altcoin si riflette sui prezzi
Storicamente un drop dei volumi di trading sulle altcoin rappresenta il segnale di una riduzione del rischio da parte degli investitori. Spesso i top del mercato sono stati accompagnati da una quota in aumento del volume alt, mentre le fasi più violente di ribasso hanno portato ad una grande flessione dell’attività sul comparto.
Tendenzialmente quando l’interesse sulle altcoin si sgonfia, prima i capitali passano su Bitcoin, per poi potenzialmente uscire in stablecoin/fiat in casi particolarmente bearish.. Abbiamo già visto questo schema in diverse occasioni nel passato, con il passaggio del testimone da alt a BTC durante le correzioni di febbraio 2025, aprile 2024 e tornando indietro nel tempo, anche maggio 2022.

Parliamo di un pattern abbastanza comune nel mondo crypto, che vede proprio gli investitori spostarsi su Bitcoin non appena l’outlook speculativo diventa più incerto, come una sorta di protezione dall’esposizione più volatile e dai possibili shake-out del portafoglio. Il fatto che stia accadendo anche in questo momento, suggerisce che il re mantiene il suo appellativo da benchmark e da punto di riferimento per il mercato.
Capitali in fuga su Bitcoin, e soprattutto stablecoin
Anche se Bitcoin sta attirando più volume di scambio rispetto alle altcoin, ciò non significa necessariamente che che stia entrando liquidità o che l’interesse si sia focalizzato sulla prima in classifica. In questo momento infatti, se spostiamo il focus sulla dominance di mercato tradizionale (calcolata sulla market cap relativa), vediamo che anche la BTC.D è in lieve calo da novembre, con un movimento del -3,5% circa.
Questo vuol dire che il valore monetario del mercato, inteso come capitalizzazione, sta uscendo da Bitcoin per andare su altri asset. Ma allo stesso tempo anche la dominance delle altcoin, calcolata con l’indice TOTAL3ES (total marketcap esclusi BTC, ETH e le stablecoin) è in forte riduzione, per lo più con una contrazione particolarmente profonda nelle ultime settimane.

Dunque, se sia su Bitcoin che sulle altcoin vi è un’uscita di capitali, questo ci porta alla conclusione che il grosso del valore sia confluito sulle stablecoin. Difatti, coerentemente a questa lettura, possiamo vedere come la dominance di USDT sia aumentata vertiginosamente nell’ultimo periodo, pur non registrando un aumento della supply, che invece è rimasta ferma.
Non c’è un’espansione della liquidità, né in termini di supply né di inflow verso gli exchange, ma le stablecoin stanno assorbendo un’importante quota relativa della capitalizzazione di mercato. Da notare tra l’altro come la dominance di USDT sia arrivata quasi agli stessi livelli di novemebre 2022, proprio mentre il mercato toccava il bottom del ciclo.

Conclusione
Siamo in una situazione particolarmente stagnante: la liquidità fa difficoltà a confluire sulle borse di scambio, Bitcoin si mangia la quota maggiore dei volumi a discapito delle altcoin, ma i capitali tendono ad uscire dagli asset risk-on crypto in attesa di condizioni più favorevoli dal punto di vista speculativo. C’è solo da sperare che l’outlook si possa risollevare da qui in avanti, e che anche per il panorama altcoin possano tornare tempi migliori.
Per il momento è chiaro che mancano le condizioni strutturali per ipotizzare un altseason da qui a breve. Ci potrebbe però essere ovviamente qualche moneta che si distacca dall’andamento generale del mercato per fare la sua strada,
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