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Neel Kashkari, FED: crypto non servono a niente, stablecoin ancora più inutili

Torna a parlare un vecchio avversario del mondo crypto, ormai in minoranza schiacciante.

Nonostante l’aria sia cambiata a Washington, non è cambiata a Minneapolis. Neel Kashkari, che è presidente di Fed Minneapolis si è appena prodotto in pubblico in un lungo j’accuse contro il mondo crypto – e in particolare contro quello delle stablecoin, che a sua detta sarebbero completamente inutili. Niente di nuovo da uno dei più feroci avversari del mondo crypto.

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La libertà di parola è sacrosanta. Nelle parole però di un membro di Fed c’è tanto astio e qualche inesattezza, che partono anche da una storia personale che ha raccontato in mondovisione.

A cosa servono le stablecoin?

Neel Kashkari ha una moglie filippina. Non siamo andati noi a spulciare nella sua vita privata, ma è lui ad averla condivisa per spiegare l’inutilità delle stablecoin. Dice – correttamente – che uno dei casi d’uso che più si associano al mondo crypto è quello dei pagamenti transnazionali tramite stable.

E dice anche che quando vuole inviare denaro a suo suocero, potrebbe certamente farlo con le stablecoin. Tutto questo sarebbe perfetto, se non fosse che quelle stablecoin, dice Kashkari, non possono essere spese e devono essere cambiate in valuta locale. Operazione che renderebbe il trasferimento di stablecoin costoso e lento tanto quanto quello dei tradizionali circuiti bancari. Niente di più falso.

Se è vero che probabilmente il suocero di Neel Kashkari non può spendere direttamente USDC o USDT è vero anche che:

  • Il trasferimento bancario impiega più giorni, talvolta più di 10, per arrivare a destinazione, se questa è al di fuori dei propri confini nazionali;
  • Il trasferimento bancario è molto costoso, con spesso le commissioni che superano i 20-30€, a prescindere dalla somma inviata;
  • Il suocero di Neel Kashkari può comodamente cambiare i suoi USDC o USDT in valuta locale utilizzando un qualunque exchange, con costi minimi.

Kashkari ha deriso l’intero impianto dicendo che può funzionare soltanto se tutti lo accettano. Cosa ovviamente falsa e che è vera invece per il sistema bancario. O si vive in prossimità di una banca che è dentro SWIFT (e che carica i suoi abominevoli costi) oppure si è fuori.

Chiunque invece abbia uno smartphone può ricevere denaro tramite crypto, pagare una frazione delle commissioni, aspettare pochi secondi per il trasferimento e godersi quanto arrivato.

Un problema per i più poveri

Non siamo di quelli che vogliono fare delle crypto una rivoluzione di classe. Tuttavia è chiaro che Neel Kashkari non si sia mai trovato ad affrontare i problemi che le stablecoin risolvono.

Una soluzione a certi problemi che non è teoria, ma pratica. Una pratica testimoniata dalla loro grande diffusione soprattutto tra gli ultimi della Terra, i più poveri, gli unbanked come si chiamano in gergo tecnico. Che evidentemente di quello che pensa Neel Kashkari se ne interessano il giusto. E cioè zero.

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