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Vitalik, il 2026 è l’anno della svolta: Ethereum pronto a scalare 1000x

Vitalik è ottimista su Ethereum: obiettivi super ambiziosi per il 2026.

Ci sono stagioni in cui si semina, e stagioni in cui si raccolgono i frutti del lavoro: il 2026, secondo quanto riportato di recente da Vitalik Buterin, sarà l’anno in cui Ethereum metterà a punto tutto ciò per cui si è preparato nel 2025, implementando i primi upgrade capaci di offrire un forte boost alla scalabilità del L1. Il piano è gettare le basi per aumentare il throughput complessivo di 1000 volte, ma con dei compromessi da dover affrontare.

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Sarà un anno di svolta per la rete Ethereum, almeno secondo quanto traspare dai piani degli addetti ai lavori, che dopo essersi concentrati per un lungo periodo sulla crescita dell’ecosistema L2 sono tornati con entusiasmo a lavorare intensamente sul L1. Tante novità tecniche, ma anche tante sfide all’orizzonte.

Vitalik vuole accelerare la scalabilità di Ethereum: 2026 anno chiave

La blockchain di Ethereum, sin dalla sua nascita, ha sempre avuto come limite strutturale quello della scalabilità. Eseguire tante operazioni in un arco di tempo breve richiede un costo eccessivo lato utente, visto che la dimensione del blockspace è limitata e si può esaurire rapidamente in contesti di forte domanda (quando tutti vogliono eseguire una tx contemporaneamente). Questo ha spesso portato in passato congestione, guerre del gas e commissioni improponibili per utilizzare servizi di base in DeFi.

Il problema è stato in parte risolto con l’avvento dei L2, che negli anni hanno portato fuori dalla mainnet una parte sostanziosa dell’attività di rete, alleggerendo la pressione sul blockspace e rendendo Ethereum tendenzialmente economica. Ora però la Foundation vuole tornare a potenziare il proprio L1 piuttosto che continuare ad affidarsi esclusivamente alla scalabilità di rollup esterni. Tra l’altro il ruolo degli stessi L2 è stato messo in discussione dallo stesso Vitalik.

L’obiettivo prefissato dagli sviluppatori è rendere Ethereum meno dipendente da soluzioni di secondo livello ed aumentare il throughput interno. Uno dei punti su cui si è investito molto, e che tecnicamente porta a una scalabilità maggiore, è l’aumento del tetto del gas limit, elemento su cui già nel 2025 si è intervenuti in modo significativo con il raddoppio della capacità per blocco. Ora il piano è spingere ancora il gas limit fino a 100 milioni di unità di gas.

Gas limit Ethereum
Gas limit EthereumFonte dati: https://etherscan.io/chart/gaslimit

Questo passaggio, per quanto fondamentale ed inevitabile per rafforzare il L1, significherà permettere più operazioni all’interno dello stesso blocco, cosa che implica automaticamente un maggiore carico sulle risorse della rete. Più gas disponibile equivale infatti a più transazioni elaborate, più dati propagati tra i nodi e più aggiornamenti dello stato globale della chain.

Il collo di bottiglia per la scalabilità di Ethereum

Vitalik e gli altri sviluppatori della Foundation sanno che aumentare il tetto del gas limit richiede parallelamente di intervenire su altre questioni per evitare che la rete venga sovraccaricata in alcuni punti e resa più sensibile a potenziali attacchi. Nel 2025 ad esempio, l’aumento da 30 a 60 milioni della quota è stato accompagnato da miglioramenti sul piano della DA, con l’introduzione di PeerDAS, che ha contribuito a ridurre il carico computazionale dei nodi in relazione ai blobs. 

Ora però, per scalare la chain di 1000 volte, come preventivato dalla roadmap di Ethereum, è necessario continuare a migliorare 3 aspetti fondamentali, se non si vuole essere bloccati da un collo di bottiglia. In particolare ci riferiamo a:

  • Esecuzione: tutto ciò che riguarda la computazione come calcolo EVM, verifica delle firme, chiamate tra smart contract ecc. Ogni volta che una tx viene inclusa in un blocco, la macchina dell’execution deve lavorare intensamente, e più tx vengono eseguite più lavoro c’è da fare.
  •  Dati: tutti i dati inclusi all’interno di una transazione, come indirizzi, firme, ed informazioni che devono essere propagate ai nodi della rete. Più aumenta il numero di tx in un blocco, più cresce il volume di dati che deve essere diffuso tramite calldata o blob.
  •  Storage: qui ci riferiamo al cosiddetto “State” di Ethereum, ossia all’insieme di dati permanenti sulla blockchain, come saldi degli account, codici ed altri dati che devono essere sincronizzati ed aggiornati costantemente dai nodi. Più lo State cresce, più aumentano i costi per gestire un nodo completo, in quanto richiede sempre più spazio di archiviazione. E questo può essere un problema nell’ottica della decentralizzazione.

Come si sta muovendo Ethereum su questi 3 punti?

Per quanto riguarda esecuzione e dati, Vitalik e gli altri sviluppatori Ethereum hanno già trovato delle soluzioni che permettono un forte incremento delle performance. Per l’esecuzione ad esempio, nel breve periodo delle soluzioni tecniche come “block-level access list” (BALs), ePBS e Gas Repricings offriranno un boost previsto di 10-30 volte la scalabilità attuale, migliorando l’efficienza della validazione senza creare rischi esterni (es. attacchi Dos).

Nel lungo termine invece l’evoluzione verso le ZKEVM dovrebbe portare a poter validate blocchi senza rieseguire per intero tutte le operazioni, grazie all’aiuto delle prove ZK. Questo ridurrà notevolmente il carico computazionale di ben 1000 volte. Sul fronte dei dati, c’è già un percorso avviato con l’introduzione della soluzione PeerDAS, che permetterà mano a mano di verificare sempre più dati in modo super efficiente, fino a poter scalare 500 volte in più.

Dunque né la computazione, né la gestione dei dati sembrano essere un problema concreto. Il vero punto delicato della questione è quello dello storage, in quanto non esiste ancora oggi una soluzione magica in grado di comprimere la crescita dello stato e che possa portare un incremento così netto della scalabilità senza causare problemi di archiviazione.

Esecuzione, data e storage
Esecuzione, data e storageFonte dati: https://ethresear.ch

Nuove forma di Stato: l’idea per l’hyper-scaling di Ethereum

Nel suo ultimo blog post Vitalik ha affrontato questo problema, evidenziando come un incremento consistente della scalabilità nei versanti esecuzione e data, senza coinvolgere un miglioramento nello storage, porterebbe ad un database enorme, scomodo e costoso da sincronizzare. Per raggiungere l’obiettivo di uno scaling la Foundation ha pensato quindi di rivedere la struttura dello State, introducendo nuove forme.

Dovete sapere che ogni State rappresenta semplicemente “la fotografiaaggiornata della rete in un determinato momento. Ad oggi il protocollo supporta solo una tipologia di State, ma in realtà si potrebbero anche fare fotografie diverse, meno costose e che guardano solo ad alcuni dati della chain. A tal proposito, Vitalik ha proposto 3 nuovi livelli:

Storage permanente, ossia lo stesso modello attuale, in cui le informazioni rimangono in modo permanente sulla chain.

Storage temporaneo, ideale per gestire dati importanti solo in un determinato periodo, come aste, votazioni e giochi. Alla scadenza il dato viene eliminato.

State stile UTXO: modello simile a quello di Bitcoin in cui i dati vengono creati e poi “spesi”, senza restare come variabili permanenti nello storage globale.

Il 2026 è l’anno della rampa di lancio per Ethereum

Forse la complessità di certi argomenti tecnici potrebbe non far trasparire in toto l’entusiasmo che si respira all’interno della community Ethereum. Per la prima volta nella storia, si arriva a lavorare concretamente sulla scalabilità del L1, senza passare per vie parallele e senza troppe teorie. La sfida è ambiziosa, ma già dal lavoro fatto nel 2025 e dalla direzione chiara presa della Foundation, sembra che nel futuro ci aspettino grandi soddisfazioni.

Il 2026 sarà l’anno della svolta, da cui si potrebbe aprire qualcosa di più grande, capace di portare realmente ad una scalabilità del 1000X. Il prezzo di ETH non è nostro amico in questo momento, ma il tempo, cari lettori, si rivela sempre galantuomo.

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