Il Dubai Land Department – una sorta di catasto ufficiale – ha lanciato la seconda fase del suo progetto di tokenizzazione del mercato immobiliare, che segue a una prima fase pilota con Ctrl Alt. Come quasi sicuramente ricorderanno i nostri lettori, si tratta di un progetto che utilizza come tecnologia XRPL, la blockchain di casa Ripple. Un altro buon segnale per l’ecosistema, che continua ad avanzare nel mondo della tokenizzazione degli asset.
Dietro i token emessi su rete Ripple, ci sono dei titoli di proprietà di asset immobiliari, che sono perfettamente coincidenti con quelli che sono registrati nel catasto di Dubai. Un progetto che punta a esplorare le semplificazioni che un mercato onchain potrebbe offrire alle attività di compravendita e chissà se di ipoteca. Interessante anche il fatto che i token possono rappresentare una quota tokenizzata dell’immobile, permettendo con maggiore facilità la proprietà di piccole parte di immobili magari molto costosi.
7,8 milioni di token pronti per il trading
Secondo quanto contenuto nell’annuncio congiunto di DLD e Ctrl Alt, è iniziata la fase del market secondario, che permetterà a determinate regole di partecipare alla compravendita – in questa fase pilota – di 7,8 milioni di token crypto che sono legati alla proprietà di dieci diverse proprietà a Dubai.
Si tratta comunque di un ambiente controllato: gli immobili non finiranno in DeFi. La fase due è stata pensata proprio per valutare l’eventuale efficienza di scambi di questo tipo, che almeno per infrastruttura e liquidità ricalcherebbero quelle dei mercati crypto decentralizzati.
La mossa ha anche delle importanti ripercussioni politiche. Dubai punta da tempo ad affermarsi come centro dell’innovazione finanziaria, anche tramite questo tipo di infrastrutture. Una posizione complessivamente comprensibile, dato anche il ruolo che oggi le tecnologie onchain rivestono nella discussione sul futuro della finanza.
La tokenizzazione degli asset è il tema del 2026, con diverse autorità pubbliche e grandi firme della finanza privata che stanno testando soluzioni, sfruttando un po’ l’hype, un po’ l’effettiva efficienza che questo tipo di soluzioni è in grado di offrire.
Per gli immobili però si tratterà pur sempre di un mercato controllato e non a libero accesso. Ciascun paese ha regole e restrizioni molto specifiche sul tema, che non permettono lo sbarco dei token in ambienti 100% liberi e in buona parte anonimi.
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