Per qualche decina di minuti la stablecoin legata alla famiglia Trump, USD1, ha scambiato sotto la parità con il dollaro su diversi exchange. Si tratta di un depeg, come amano chiamarli quelli bravi, se non fosse che la particolare natura dei mercati crypto rende difficile (e spesso esagerato) ricorrere con certezza a questo concetto. L’altra notizia collegata è che tale depeg (che depeg non è) sarebbe avvenuto a causa di un non meglio precisato attacco coordinato. Il token – che segue 1:1 il valore del dollaro USA – ha già recuperato la parità.
La stessa WLFI, la società legata (ormai in parte) alla famiglia Trump, ha lanciato l’allarme, scrivendo su X di essere stata vittima di un attacco coordinato agli account del gestore del progetto, nonché di una campagna FUD (ovvero la diffusione di notizie false al fine di diffondere panico).
Che cos’è un depeg?
Le stablecoin hanno l’obiettivo di rimanere entro una soglia ragionevole di distanza dal valore di 1 dollaro. La parità può oscillare in maniera minima – ma quando il valore della stable si discosta significativamente da quello del dollaro, possiamo parlare di depeg, ovvero di stable che perde il legame con il valore della valuta che vuole rappresentare.

Non basta però che – almeno ad avviso di chi vi scrive – ci siano scambi al di sotto della parità sugli exchange. Si dovrebbe parlare di evento depeg soltanto quando l’emittente non è in grado di rimborsare il controvalore in dollari – cosa che non è successa in questo caso.
Cos’è successo allora? È successo che USD1 ha perso sul grosso degli exchange dove è quotata la parità con il dollaro, fino a circa un massimo dello 0,6%. Non è granché ma è comunque un’anomalia che avrà portato in tanti a farsi domande.
Secondo WLFI – che è poi la società nonché progetto crypto che gestisce questa stablecoin – ci sarebbe stato un attacco coordinato.
È stato lanciato un attacco coordinato contro USD1 questa mattina. Gli attaccanti hanno bucato diversi degli account dei cofounder, hanno pagato influencer per diffondere FUD e hanno aperto short enormi su WLFI per trarre profitto dal caos che hanno creato ad arte. Non ha funzionato. Grazie al meccanismo solido di mint e redeem di USD1 e alle riserve 1:1, ora stiamo scambiando di nuovo e rapidamente in parità. Nessun truffatore può scuotere la nostra convinzione di lungo termine. Incoraggiamo gli utenti a fare affidamento soltanto sui canali verificati per informarsi.
Almeno a guardare dai dati che troviamo sui futures di Bybit – è evidente che ci siano state almeno due ondate di short innaturali per una stablecoin. I funding rate sono andati in negativo su livelli innaturali per una coppia che è tra due stablecoin. Un dato che però non ci può dire chi stava facendo cosa. Erano gli attaccanti? Oppure utenti presi dal panico o ingolositi da un facile guadagno che poi non si è materializzato?
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