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La storia inventata che ha causato CROLLO di azioni. Il mondo crypto non è il più folle

Una storia inventata semina il panico. Ma forse è più un problema dei mercati che di chi scrive.

Ne avevamo già parlato ieri. Oggi si muovono anche i più prestigiosi giornali del pianeta. Sono stati tutti sorpresi da un giro di vendite a inizio settimana – in particolare sull’azionario – innescato almeno in parte da un pezzo su Substack di Citrini Research. Pezzo che non aveva alcuna intenzione di essere una previsione per il futuro, ma che analizzava – invero in modo assai fantascientifico – uno dei mondi possibili dopo l’arrivo di AI sempre più “intelligenti”.

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Può un singolo report causare tanto caos sui mercati? Probabilmente no. Ma come ci eravamo già detti in altri approfondimenti, spesso i mercati sono più alla ricerca di giustificazioni del proprio nervosismo che di altro.

Il report del mondo post-AI, con disoccupazione e delirio

Il report che poi in realtà era un esercizio di stile su una delle possibili conseguenza della crescita di performance e risultati dell’AI, è il principale responsabile dell’importante correzione di diversi titoli sulle borse USA. Da KKR a American Express, passando per Uber, Mastercard, Salesforce. Il grosso di questi titoli ha già qualche difficoltà da quando la narrativa AI si è fatta più forte – e il report di Citrini non ha fatto altro che cavalcare preoccupazioni già esistenti.

Citrini Report
Le azioni segnalate da Bloomberg come vittime del “Citrini Report”

Abbiamo parlato proprio ieri dell’ottima teoria di George Soros, che in questo caso però non sembrerebbe essere ancora nel suo pieno sviluppo. È vero indubbiamente infatti che aspettative e ragionamenti sull’incerto abbiano giocato il proprio ruolo, ma è altrettanto vero che i player reali del settore economico, non gli stanno dando troppo peso.

Di cosa state parlando? Sono tutti molto preoccupati

Da un lato c’è la narrativa, il bear porn come lo chiamano i più arguti, ovvero la tendenza a far girare teorie strampalate e bearish, dato che fanno tanti click. Dall’altro poi ci sono le prese di posizione di giganti che ci mettono soldi, faccia, reputazione e anche credibilità.

Deutsche Bank, dopo aver partecipato alla conferenza dove Anthropic ha presentato nuove integrazioni per Claude, ha sentenziato che siamo ancora molto lontani dal mondo in cui non serviranno società che producono software. Anche gli agent fanno in larga parte affidamento a ciò che le grandi aziende del software offrono – segnale che sarà più orchestrazione e integrazione che… sostituzione.

Qualcosa di buon senso al quale si sarebbe potuti arrivare prima del panico inconsulto e inutile di lunedì. Ma, come ci dicevamo in apertura, talvolta è più il desiderio di cercare una giustificazione alle proprie nevrosi che altro.

Stasera, a borse chiuse, ci saranno le trimestrali Nvidia, come vi ha anticipato qui Alex Lavarello. E lì forse avremo qualcosa di più concreto per deprimerci o – più probabile – entusiasmarci.

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