Nel mercato delle crypto la liquidità e l’analisi dei movimenti di breve stanno assumendo un ruolo sempre più centrale soprattutto su Bitcoin. Ciò a causa dell’elevata volatilità e della debolezza degli ultimi mesi che hanno causato un calo della liquidità, non solo con gli outflow degli ETF, ma dal mercato dei derivati e relativa leva, che nei momenti di espansione hanno accompagnato il prezzo.
Quali metriche contano per Bitcoin nello scenario di breve
Per breve periodo, si intende convenzionalmente un orizzonte temporale che va dall’intraday a pochi giorni, dove i movimenti sono spesso guidati da leva, posizionamento e dinamiche dei derivati. In questo contesto, l’analisi tecnica tradizionale deve essere accompagnata da metriche capaci di leggere il flusso reale su Bitcoin.
Leva e Open Interest motore dei movimenti
La prima metrica da osservare è l’Open Interest, che misura le quantità dei contratti futures aperti. Un aumento dell’OI indica ingresso di nuova leva, mentre un calo, come quello in atto, segnala chiusura di posizioni.

Osservando il grafico di CryptoQuant, da gennaio 2025, l’OI cresce progressivamente fino all’estate, accompagnando la fase rialzista del prezzo. Tra settembre e ottobre raggiunge un picco sull’ATH a 126.955$, per poi iniziare a scendere in parallelo con il ribasso di BTC.
La contrazione evidente da novembre indica uscita di liquidità dal mercato dei derivati, meno capitale a leva, meno partecipazione e struttura più scarica con prezzo soggetto a maggior volatilità.
Cosa ci dice il Funding Rate di Bitcoin
Accanto a questa, si deve affiancare il Funding Rate che aiuta a capire lo squilibrio tra long e short. Nel grafico allegato dei Funding Rate di Bitcoin con view da giugno 2025, quando è iniziata l’accelerazione del prezzo, mostra una fase estiva con funding prevalentemente positivo. Durante la spinta rialzista, verso l’ATH di BTC, i tassi restano stabilmente sopra lo zero, segnalando prevalenza di posizioni long a leva.

Con l’avvio della fase ribassista da metà ottobre, il funding si comprime e poi diventa negativo. Facendo focus sulle ultime settimane, la lettura in area -0,017 indica ancora pressione short marcata. La fotografia di questo dato evidenzia possibili eccessi speculativi che possono portare a long squeeze. Ovviamente queste considerazioni vanno poi monitorate sul brevissimo.
I segnali dal Taker Buy/Sell Ratio di Bitcoin
Per misurare la pressione reale e immediata sul mercato futures, distinguendo tra acquisti e vendite aggressivi a mercato, si utilizza la metrica Taker Buy/Sell Ratio. A differenza di molte metriche più strutturali, questa indica chi sta colpendo il book in tempo reale, offrendo una lettura diretta del flusso nel brevissimo termine e del sentiment operativo degli operatori a leva.

Osservando l’andamento dall’estate scorsa, quando è iniziata l’accelerazione di BTC, il ratio ha mostrato frequenti spike sopra 1, coerenti con fasi di acquisto aggressivo durante la spinta rialzista. Con l’avvio della fase correttiva autunnale, le oscillazioni sono rimaste più irregolari e spesso sotto 1, segnalando pressione in vendita.
Nell’attuale contesto, nonostante il prezzo resti debole rispetto ai massimi, si osservano nuovi spike sopra 1. Questo suggerisce tentativi di assorbimento o short covering nel brevissimo, ma non ancora un’inversione strutturale confermata.
Cosa indica l’Estimated Leverage Ratio nel contesto attuale
Infine, l’Estimated Leverage Ratio misura il livello di leva sistemica nei mercati derivati rispetto alle riserve presenti sugli exchange. È una metrica chiave per valutare la fragilità del sistema, perché valori elevati indicano un mercato carico di leva e quindi più esposto a liquidazioni improvvise.

Osservando il grafico dall’estate scorsa, il leverage ratio è salito progressivamente durante la fase di espansione, raggiungendo picchi in concomitanza con i massimi di mercato. Successivamente si è assistito a un ridimensionamento, segnale di deleveraging.
Nell’attuale contesto il valore si colloca su livelli intermedi, suggerendo una leva presente ma non estrema. Questo indica un mercato meno euforico, ma ancora sensibile a movimenti bruschi nel breve periodo.
Deleveraging e contrazione della liquidità
L’andamento dell’Estimated Leverage Ratio, insieme al ridimensionamento dell’Open Interest, suggerisce che negli ultimi mesi il mercato abbia attraversato una fase di deleveraging progressivo. Più che una pressione di vendita spot strutturale, la debolezza si inserisce in un contesto di riduzione della leva e scarico del rischio nei derivati. Questo processo rende il mercato meno euforico rispetto ai massimi precedenti, ma ancora vulnerabile a movimenti rapidi nel breve termine.
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