Pochi giorni fa ZachXBT, noto ricercatore on-chain e personaggio molto rispettato all’interno del settore crypto, aveva annunciato che oggi avrebbe pubblicato un report su una delle aziende più redditizie dell’industria, accusata di aver tratto vantaggio da informazioni privilegiate per operazioni di insider trading. La sua rivelazione ha rapidamente fatto il giro del web, ed ora finalmente abbiamo il nome al centro dello scandalo.
Tra i nomi più discussi e papabili troviamo Meteora, Axiom, Pump.Fun, Robinhood, World Liberty Financial, MEXC, Jupiter, Wintermute e altri ancora. Non parliamo di semplici voci di corridoio ma delle opzioni messe a disposizione da Polymarket, che per l’occasione ha creato un evento in cui si poteva scommettere sull’identità della società finita nel mirino di ZachXBT. Adesso però l’attesa è finita.
ZachXBT fa il nome dell’azienda crypto coinvolta in insider trading
Fumata bianca dallo studio virtuale di ZachXBT: il nome è stato finalmente reso pubblico con un report dettagliato sul suo profilo X. La società in questione, accusata di abuso di dati interni ed informazioni privilegiate da parte di alcuni dipendenti per trarre vantaggio tramite operazioni di insider trading, è Axiom Exchange.
Si tratta di una piattaforma di trading bot non-custodiale, costruita su Solana, che si appoggia sull’infrastruttura di Hyperliquid. Dal suo lancio, nell’inverno del 2025, fino ad oggi, l’azienda avrebbe incassato revenue per $390 milioni, arrivando a guadagnare una quota di mercato importante nel panorama dei terminali di trading perpetual.
Secondo quanto riportato nel lungo post pubblicato dal ricercatore, i dipendenti di Axiom, in particolare un tale “Broox”, senior BD dell’exchange, avrebbero sfruttato l’accesso alle metriche interne dell’azienda per tracciare l’attività di alcuni utenti, mappando i wallet e seguendone le mosse sui mercati.
L’obiettivo sarebbe stato quello di capire in anticipo quali token stessero accumulando determinate whales e KOLs, con l’intenzione di acquistare sul mercato prima che le stesse monete venissero promosse pubblicamente, ed approfittando del conseguente rally. È uno schema visto su diverse memecoin come ad esempio $AURA.
Qui di seguito un Google Sheet reso pubblico da ZachXBT, in cui Broox di Axiom avrebbe raccolto e organizzato wallet riconducibili a diversi traders di spicco.

La partecipazione di altri dipendenti di Axiom
Broox non è l’unico dipendente di Axiom finito sotto l’analisi di ZachXBT. Secondo quanto emerso, anche altri impiegati avrebbero aiutato il collega ad analizzare 10-20 wallet per volta, condividendo in un gruppo personale tante informazioni che sarebbero dovute rimanere private all’interno della piattaforma.
Un certo “Ryan”, altro BD di Axiom, sarebbe stato coinvolto nell’effettuare diversi lookup per conto terzi, ossia ricerche interne sugli utenti su commissione di altre persone, siano essi membri interni di Axiom o soggetti esterni.
Si è scoperto anche che nel corso di una call registrata a febbraio 2026, Broox avrebbe inoltre delineato un piano per aiutare un altro membro del gruppo, “Gowno”, moderator dell’exchange, a guadagnare rapidamente $200.000 attraverso questo schema di informazioni privilegiate sfruttate ai fini di insider trading.
Ora non resta che attendere la risposta ufficiale di Axiom e vedere se la società prenderà provvedimenti contro i suoi dipendenti accusati dal re delle analisi forensi on-chain. La prima reazione sembra essere stata quella di shock: relative indagini sono in corso.
Crypto Twitter sempre a caccia di scoop e titoli sensazionalistici
Questa storia, al di là del coinvolgimento dei dipendenti di Axiom per favorire dinamiche di insider trading (che ci interessano fino ad un certo punto), ci ricorda quanto il pubblico di crypto Twitter sia in costante ricerca di scoop, narrative forti e capri espiatori contro cui puntare il dito.
Non a caso il post di ZachXBT del 23 febbraio in cui annunciava che avrebbe fatto il nome di una società crypto, oggi scoperta essere Axiom, ha totalizzato 11 milioni di views, quasi 7.000 retweet e circa 3.000 salvataggi su segnalibri.
A proposito di titoloni che piacciono ai degen, negli ultimi giorni sui social media si è parlato molto di Jane Street e di una teoria che vedeva il famoso market maker al centro di una manipolazione dei prezzi di Bitcoin. Noi di Criptovaluta.it siamo intervenuti per spiegarvi come si trattasse di una narrativa alquanto fantasiosa.
Così come accaduto per il caso di Axiom, quando c’è un nome accusato di aver combinato qualcosa, soprattutto se di mezzo c’è la parola “manipolazione”, subito il fatto diventa popolare tra i meno informati. Tuttavia, per quanto riguarda Jane Street, la tesi diffusa non era corroborata da dati ed elementi concreti, e restava solo frutto di immaginazione dei degene, a differenza dell’indagine presentata da ZachXBT.
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