Sei wallet che non avevano mai operato prima su Polymarket avrebbero puntato con successo sulle ultime evoluzioni in Iran, ovvero sull’attacco degli USA a Teheran. Secondo quanto riporta Bubblemaps, tali indirizzi avrebbero portato a casa circa 1,2 milioni di dollari in profitti netti rispetto alla somma investita.
Non è chiaro a chi appartengano i wallet, che però sembrerebbero aver operato sfruttando conoscenze non pubbliche in quel momento. Il principale dei wallet – che potrebbero essere anche riconducibili tutti alla stessa entità – ha portato a casa poco meno di 500.000$, investendone soltanto 61.000$.
Il gruppo degli insider
Bubblemaps ha parlato nel suo tweet di possibili insider dato che:
Sei sospetti insider hanno guadagnato 1,2 milioni di dollari puntando sull’attacco USA in Iran. La maggioranza di questi wallet ha indicato il 28 febbraio come data, ha caricato denaro nelle ultime 24 ore e ha comprato il sì poche ore prima dell’attacco.
Coincidenza? Difficile a credersi, mentre su Polymarket continuano a verificarsi vincite misteriose di questo tipo, che più che parlare dell’integrità della piattaforma fotografano quanto certe informazioni possano essere preziose, per chi ovviamente vi ha accesso prima del resto del mondo.
Una storia breve, ma intensa
In realtà sono diversi gli insider già sottoposti a indagini (da parte delle relative autorità) in relazione a scommesse troppo precise per essere vere. Ci sono stati casi che poi hanno portato a incriminazioni formali in Israele, ma anche negli USA (relativi a un caso che coinvolgeva dei dipendenti di Google) e probabilmente ce ne saranno altre, dato che l’utilizzo di informazioni riservate sembrerebbe essere ricorrente, su una piattaforma che pur essendo bloccata in Italia e in altri paesi europei, in America e altrove è pienamente operativa.
Di recente c’è stato anche un caso molto curioso di indagini crypto monetizzate da insider (probabilmente) creando un curioso cortocircuito tra chi era oggetto di inchieste e chi le ha poi monetizzate.
È un caso di insider trading? Difficile a dirsi. Le leggi su questo specifico reato, almeno negli USA, riguardano più che altro i mercati tradizionali e nello specifico quelli azionari.
I contratti dei prediction market non sono necessariamente inquadrabili come contratti d’investimento. CFTC negli USA – che rivendica piena autorità sui prediction market – ha indicato delle linee guida, che sono però relativamente sterili finché non ci sarà un’organica ricognizione legale di questi nuovi “mercati”.
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