Il lunedì di riapertura dei mercati dopo l’attacco congiunto USA/Israele all’Iran non poteva che causare dei grandi sconquassi sui principali titoli e sulle principali borse globali. Fino ad adesso hanno scambiato soltanto le principali borse asiatiche, con guadagni e perdite distribuiti per comparto e per area geografica. Nulla di insolito, che però andrà analizzato anche per capire come potrebbero muoversi i mercati nelle prossime ore.
Tra i titoli più puniti quelli delle compagnie aeree – che devono far fronte all’impossibilità di viaggiare nell’area, dove insistono due importanti hub internazionali, con conseguente distruzione del traffico aereo su scala globale. Bene gli energetici, che si attendono un rialzo del petrolio e del gas che si sono già materializzati e anche i titoli legati alla difesa.
Una reazione tipica da guerra, con qualcosa in più
In realtà è stata in larga parte una reazione tipica da nuovo scenario bellico. Subito su i principali titoli, anche sulla borsa giapponese (che proprio vicina al conflitto non è), legati al settore difesa. Bene Kawasaki Heavy Industries, così come Mitsubishi Heavy Industries e IHI – per citare i titoli relativamente più forti della borsa giapponese.
A essere principalmente puniti i titoli legati invece alle compagnie aeree: Pagano un prezzo molto alto Singapore Airlines, All Nippon e Japan Airways, le tre compagnie principali del Lontano Oriente. Per chi volesse tentare ingressi sui livelli di prezzo più bassi, vale l’avvertenza di valutare attentamente entro quando si potrà tornare a un abbozzo di normalità e soprattutto gli effetti sui bilanci di queste compagnie.
Alla riapertura delle borse europee ci si aspettano movimenti simili, con i titoli principali legati alla difesa che rimangono forse i più ghiotti per gli investitori che vogliono sfruttare il momentum e quindi Leonardo, Rheinmetall, ma anche BAE, SAAB, Dassault e Thales.
È il più classico dei trade da sconvolgimento geopolitico – con un esito incerto soprattutto in termini di tempistiche per la risoluzione del conflitto.
Oro, Bitcoin e criptovalute
Alla riapertura delle borse asiatiche e più o meno per tutta la nottata l’oro ha continuato a salire, incontrando però una resistenza relativamente forte in area 5.420$. Il bene rifugio per eccellenza rimarrà l’osservato speciale di queste ore, insieme al franco svizzero (che ha fissato nuovi massimi storici nei confronti dell’euro), e insieme anche all’argento e ad altre materie prime. Greggio in forte rialzo, sia per le preoccupazioni legate allo Stretto di Hormuz, sia invece per le minacce di attacco da parte dell’Iran alle infrastrutture dei paesi limitrofi.
Per chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, la performance di Bitcoin e più in generale del mondo crypto è stata superiore alle aspettative. Una correzione leggera a fronte di notizie che non invitano alla tranquillità, con addirittura la giornata di domenica che ha avuto esiti positivi, salvo poi vedere delle correzioni alla riapertura delle piazze asiatiche.
Rimarrà comunque una fase di trading molto legata alle notizie che arriveranno dal fronte, notizie sulle quali vi terremo aggiornati anche sul nostro Canale Telegram.
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