C’è un progetto del mondo crypto che sta provando a realizzare un esperimento molto interessante, ossia lanciare una stablecoin yield-bearing, capace di generare rendimento in modo nativo, completamente collateralizzata attraverso oro fisico. L’idea di base è quella di ritornare al gold standard dell’era pre-Nixon, quando al dollaro era contrapposto un quantitativo ben preciso di oro detenuto nelle riserve, creando un legame diretto tra moneta fiat e metallo prezioso.
Ora, a distanza di oltre 55 anni dall’abolizione del gold standard, avvenuta nel 1971, il protocollo RWA Theo Network vuole riscrivere lo stesso collegamento in chiave digitale. Alla base c’è thUSD, una stablecoin progettata per offrire grandi ritorni ai suoi detentori (a fronte di rischi considerevoli), sostenuta da oro fisico tokenizzato e integrata in una strategia su mercati derivati. Vediamo meglio di cosa si tratta.
Theo Network annuncia thUSD: la prima stablecoin coperta da oro fisico tokenizzato
Theo Network è una piattaforma di tokenizzazione di asset del mondo reale, focalizzata sul portare strumenti finanziari tradizionali all’interno del comparto crypto. Il suo prodotto principale, che vanta già oltre $200 milioni di TVL, è thBILL: un token che offre esposizione a bond USA a breve termine con liquidità 24/7 e settlement istantaneo.
Adesso però il protocollo vuole ampliare la sua offerta, includendo una stablecoin yield bearing garantita da oro fisico. Si chiama thUSD e rappresenta un’evoluzione rispetto al modello costruito finora attorno agli strumenti del mercato monetario. Secondo quanto affermato dal team, questo asset riesce a risolvere il famoso “trilemma delle stablecoin”, vale a dire il problema di riuscire a offrire contemporaneamente stabilità dei collaterali, scalabilità e yield.

Alla base di questa stablecoin c’è thGOLD, un asset tokenizzato lanciato a fine gennaio 2026, che riprende l’andamento dell’oro e che offre uno yield implicito ai suoi holders. Possiamo considerare anch’esso un prodotto yield bearing, in quanto il sottostante in oro fisico viene prestato a grandi retailer o altri operatori del settore che pagano un rendimento sotto forma di tasso di interesse.
Al momento thGOLD ha un accesso vincolato da whitelist, ma verrà verosimilmente aperto pubblicamente in futuro, sebbene con obbligo di registrazione KYC. Il target yield offerto per i detentori del token è di circa l’1-2%.
La strategia della stablecoin thUSD: basis trade sull’oro
Per dare il via al lancio di thUSD, la prossima settimana verrà aperta una fase di pre-deposito da $100 milioni all’interno del Genesis Vault del protocollo Concrete, dove si terrà la prima allocazione di capitali. La nuova stablecoin sarà garantita completamente da oro tokenizzato thGOLD, ed integrata con una strategia delta-neutral che eleva il prodotto a vero e proprio asset produttivo.
Il concept è molto semplice: un utente deposita cash o altre stablecoin all’interno della piattaforma, che tramite il contratto Manager utilizza parte del capitale per acquistare thGOLD spot, mentre con la restante fetta apre una posizione short sui futures oro. Questa copertura avviene su borse perpetual come Binance ed Hyperliquid ma anche su mercati regolamentati a consegna fisica come il Chicago Mercantile Exchange (CME).
Una parte dei fondi può essere anche impiegata per diversificare le riserve attraverso Treasury Bills thBILL, ma il concetto di base è che la gamba long spot dell’oro viene compensata da uno short di egual dimensione sui derivati che rende possibile un basis trade strutturato. Da questo collaterale teoricamente stabile ed esente da volatilità viene mintata la stablecoin thUSD.

Da dove arriva concretamente lo yield dell’oro?
Il rendimento della stablecoin thUSD arriva in due modi:
- Da un lato la garanzia thGOLD è anch’essa, come dicevamo prima, yield bearing, dunque offre un rendimento target del 2% tramite operazioni di lending su mercati secondari.
- Dall’altro il basis trade permette di incassare il differenziale di premio del futures shortato. Se lo short avviene su perpetuals crypto, il guadagno deriva dal funding rate, mentre se l’operazione è svolta su futures CME (verosimilmente COMEX GC) il rendimento deriva dalla convergenza del prezzo del future verso lo spot alla scadenza.
Normalmente noi utenti nativi del mondo crypto siamo abituati a negoziare su futures senza scadenza, appunto detti perpetuals. Ma in realtà questi strumenti sono solo una variante dei futures tradizionali, che hanno logiche leggermente diverse. Qui un video recap del nostro GG che ti aiuta a fare chiarezza sul tema nel caso ne avessi bisogno.
Tornando a noi, questa impostazione di thUSD permette di creare qualcosa di interessante, perché per la prima volta possiamo usufruire di una stablecoin che sulla carta è stabile, scalabile (nel senso che se aumenta il TVL lo yield non crolla), e con un rendimento nativo basato su basis trade e lending dell’oro.
Secondo i dati di The Network, una strategia del genere garantirebbe uno yield medio dell’8,27%, considerando come riferimento l’annata 2025 e con un LTV del 90% per il fronte del lending. Parliamo di un ritorno complessivamente maggiore rispetto a strategie delta neutral basate su BTC ed ETH nello stesso periodo.

Rischi ed osservazioni sulla stablecoin di Theo
L’idea centrale di Theo Network nel voler offrire un rendimento yield bearing ad una stablecoin con sottostante oro fisico è geniale, ma bisogna comprendere anche i rischi ed i limiti di questo prodotto. Innanzitutto, è bene ricordare che il 2025 è stato un anno particolarmente bullish sui mercati per l’oro, e di conseguenza in futuro lo yield derivante da basis trade potrebbe ridursi in modo significativo qualora il premium tra spot e futures dovesse diminuire (potenziale anche backwardation).
In più c’è da considerare anche il fattore del rischio di controparte nel voler prestare la garanzia ad un operatore esterno, su cui vi è oltretutto un elevato limite LTV. A questo si aggiunge il rischio operativo nella gestione dello short sulle varie piattaforme: finché parliamo del CME il rischio è quasi inesistente ma se ci spostiamo su piazze crypto la situazione cambia leggermente.
Detto ciò thUSD rimane comunque un esperimento interessante, che si potrà valutare di volta in volta in base all’outlook di mercato dell’oro e dalle proiezioni dello yield offerto. Siamo certi che in futuro vedremo nuove soluzioni simili anche da altri players, magari non solo focalizzate sull’oro, ma anche su altri metalli preziosi o commodities.
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