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PETROLIO PAURA

Petrolio ancora su per la guerra. Bitcoin e borse USA in rosso mentre la paura sale

Contano poco i buoni dati macro: mercati in correzione per paure alimentate dal conflitto.
PETROLIO PAURA

È ancora il petrolio il protagonista delle ultime ore di contrattazioni in borsa, con il greggio WTI che viene scambiato a oltre 78$ il barile, in crescita di quasi il 5% nel momento in cui pubblichiamo questo approfondimento. Un aumento di prezzi che è figlio della convinzione diffusa che di soluzioni di breve periodo per la guerra in Iran non ce ne siano. Nonostante però i prezzi del petrolio in salita, è una giornata relativamente fiacca a Wall Street, con i due principali indici sì in perdita, ma non troppo distanti dal prezzo di apertura. Male, su tutti, il Dow Jones, che in questo momento sta perdendo oltre l’1%.

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Situazione convulsa, con l’intensità degli attacchi che è ancora elevata e con il bizzarro allargamento del conflitto anche a paesi un tempo impossibili da coinvolgere come l’Azerbaijan, che si lamenta di aver fornito aiuto agli iraniani per evacuare Damasco e di averne ricevuto in cambio droni sul suo territorio.

La paura fa novanta sullo stretto di Hormuz, e il petrolio vola

Nonostante le rassicurazioni di Donald Trump, anche sulla fornitura di copertura assicurativa per i tanker in transito, in realtà la situazione sullo stretto di Hormuz continua a preoccupare i mercati, che portano il petrolio poco sotto gli 80$ il barile.

Situazione aggravata anche dalle reazioni alle preoccupazioni: il governo cinese ha imposto lo stop agli export di diesel e benzina, al fine di rendere prioritari i consumi interni a sfavore appunto delle esportazioni.

Come riporta Bloomberg, inoltre, in Giappone le raffinerie stanno chiedendo al governo di liberare parte delle scorte strategiche. Anche in India montano le voci di stop agli export, per quelli che sono i paesi maggiormente colpiti dalla crisi iraniana.

Bitcoin corregge insieme ai principali indici

Azioni e crypto tornano ad andare a braccetto. Tra gli indici azionari il peggiore senza dubbio alcuno è il Dow, che in questo momento sta perdendo oltre l’1%. S&P 500 relativamente in equilibrio rispetto ai prezzi di apertura e Nasdaq che lascia sul terreno oltre lo 0,30%. Siamo però ancora durante la prima ora di scambi per quella che sarà l’ennesima giornata di scambi al ritmo di notizie che arrivano da Teheran e dintorni.

Bitcoin corregge riportandosi sotto i 72.000$ e guidando ribassi per tutto il settore. Ethereum torna sotto i 2.100$, Solana sotto i 90$. Poco meglio, almeno in termini percentuali, Ripple e BNB per rimanere nella top 5.

Il Coinbase Premium torna in negativo

Nel frattempo il Coinbase Premium torna fortemente in negativo, segnalando il dominio di chi vende a sessioni USA aperte.

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