Questa notte i mercati finanziari hanno aperto in profondo gap down su tutti gli indici, spinti da un evidente panic selling legato al prezzo del petrolio, che vola a 110 dollari al barile. L’S&P 500 segna un -1,92%, il Nasdaq un -2,27% e il Nikkei giapponese, prima della chiusura, segna un -4,2%.
In questo contesto Bitcoin ed Ethereum sono in positivo, muovendosi ancora in decorrellazione con i mercati azionari. Sono rispettivamente in rialzo del +1,85% e del +2%.
Bitcoin e crypto positivi mentre Wall Street crolla
La settimana scorsa il petrolio aveva mantenuto movimenti tutto sommato contenuti, fino a venerdì quando ha registrato la prima accelerazione rialzista rilevante, chiudendo a +12%.

Attualmente quota 119,48 dollari e segna su base giornaliera un +26%. Sul grafico mensile è disponibile la panoramica storica del prezzo: l’ATH rimane quello registrato a marzo 2022 a 130,50 dollari.
Petrolio a +26% daily, con correzione
Al rally del petrolio si accompagna il crollo dei mercati azionari, di cui alleghiamo una panoramica di S&P 500, Nasdaq e Dow Jones. Quest’ultimo registra il ribasso maggiore con un -2,02%. Con questa break down S&P 500 ha rotto al ribasso il box di congestione che ne stava caratterizzando l’andamento da dicembre. La discesa ha un primo livello di supporto rilevante in area 6.200 punti.

Anche gli indici europei sono in profondo gap down, con il DAX a -3% e l’EuroStoxx a -2,80%.
Sul fronte valutario si registra un crollo dell’euro e rialzo del dollaro in una correlazione inversa con l’oro che invece è in contrazione di circa il -2,20%, a 5.100$ l’oncia.
Il mondo crypto regge al petrolio
Passando al mondo crypto, arrivano le note positive di questo scenario profondamente preoccupante. Sul grafico allegato riportiamo l’andamento delle Top 20 per market cap da inizio marzo, dove si può osservare un andamento parzialmente positivo per molti token. Tron guida la classifica da inizio mese con un +2,25%, seguito da BNB ed Ethereum. Anche BTC da inizio mese è in positivo con un +0,56%. Non mancano ovviamente i token in rosso, con i peggiori rappresentati da Toncoin e Cardano.

Bitcoin sopra i 67.000 USDT
Passando all’analisi del grafico di Bitcoin (BTC), il prezzo attualmente quota 67.400 USDT e su base giornaliera segna +2%. Sul grafico daily si osserva l’ormai nota area di congestione che sta caratterizzando l’andamento del prezzo da inizio febbraio. Il prezzo di BTC si ritrova ancora all’interno dell’area di congestione, dopo il tentativo di breakout fallito della settimana scorsa con massimo a 74.050 USDT e successiva correzione durata quattro giorni. Tecnicamente, nell’ultima settimana non è cambiato nulla per Bitcoin.

Indicatori BTC segnali positivi ma senza conferma rialzista
A livello di indicatori, l’RSI si trova in area 50, in ripresa dai minimi ma ancora sulla soglia neutrale. Il MACD è negativo, con le linee che si stanno avvicinando allo zero mostrando un miglioramento progressivo pur con il movimento ribassista dei giorni scorsi.
Il momentum è in recupero ma non ha ancora prodotto segnali di inversione confermati. La situazione attuale vede il prezzo all’interno della congestione, con gli indicatori che suggeriscono stabilizzazione piuttosto che vera ripartenza.
Per Bitcoin un segnale preliminare da confermare
In una giornata di forte tensione sui mercati finanziari, con gli indici azionari in calo e il petrolio in rally verso i 120 dollari, il comportamento di Bitcoin può essere letto come un primo segnale di ripresa del suo ruolo alternativo e di possibile riserva di valore. Si tratta tuttavia di un segnale ancora preliminare, che dovrà essere confermato nei prossimi giorni e settimane per indicare un vero cambiamento di narrativa rispetto agli ultimi mesi.
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