Home / Terrore inflazione: Bitcoin sarà scudo contro i prezzi? I dati ci dicono che…

BITCOIN INFLAZIONE

Terrore inflazione: Bitcoin sarà scudo contro i prezzi? I dati ci dicono che…

Scudo contro l'inflazione? Vittima dei tassi eventualmente alti? La storia ci dice che non è così.
BITCOIN INFLAZIONE

Cosa succederà a Bitcoin in caso di inflazione? Il tema della settimana, anche a livello politico, riguarda i timori per una crescita dei prezzi, spinta dall’aumento dei costi energetici. Aumenti che abbiamo visto a guerra iniziata e che, almeno oggi, sembrano essere in parte rientrati. Sono però rientrati grazie a misure spot e non durature (non possono esserlo), motivo per cui parlare di inflazione ormai alle spalle è forse troppo ottimistico.

Puoi investire su tutti i migliori mercati con Mexem, iscriviti dal link per ottenere il tuo conto demo. Ti offre anche commissioni azzerate sui primi trade su ETF.

La risposta è – come sempre – complicata. In realtà, almeno durante l’ultima ondata di inflazione, Bitcoin ha avuto un andamento non sempre lineare. In breve: non si è dimostrato essere almeno sul breve periodo un grande scudo contro l’inflazione. E al tempo stesso ha dimostrato di non risentire troppo dei tassi alti.

La risposta breve: dipenderà dalla risposta della politica monetaria

In realtà a fare più paura a Bitcoin e ai mercati è la possibile risposta – di pancia – delle banche centrali. Ne abbiamo parlato stamattina sul nostro account X, dato che le discussioni stanno dominando lo scenario europeo. C’è chi chiede infatti un rialzo d’emergenza dei tassi per contrastare l’inflazione a cascata dai costi energetici. E quasi tutti però, anche tra i falchi di Francoforte, stanno invitando alla calma.

Il discorso si farebbe più complicato però nel caso di inflazione duratura. Una sorta di scenario del periodo Reagan, dove a riportare l’inflazione su livelli accettabili dovrebbe pensarci un eroe dalla schiena così dritta da accettare ripercussioni personali enormi, pur di tenere i tassi elevati. Quell’eroe è Paul Volcker – e a essere sinceri non ne vediamo in giro. E neanche in panchina pronti a subentrare.

Il passato ci aiuta poco

In realtà il passato di Bitcoin ci aiuta poco. Durante la scorsa ondata di inflazione, Bitcoin ha corso in parallelo con l’inflazione, salvo poi avere un crash importante nel 2022. Un crash che è partito con il fallimento di Terra Luna, e che ne ha causati tanti a catena, fissando uno dei bear market più importanti di sempre.

Correlazione Bitcoin crypto
C’è una correlazione? Perché Bitcoin è tornato ai massimi con i tassi così alti?

Rimane da valutare se sia nato prima l’uovo o la gallina: Terra Luna e protocolli simili che continuavano a crescere di valore erano un segno di tassi troppo bassi? I protocolli in questione (e anche FTX, 3AC, Celsius) sono falliti perché stava arrivando una stretta della liquidità?

In questa prima fase molto bene

Non sappiamo cosa succederà da qui a un mese, figuriamoci nel prossimo anno. Per ora la reazione di Bitcoin e più in generale del mondo crypto è stata più che buona. Nel momento in cui scriviamo BTC è sopra i 71.000$, in crescita di quasi il 10% dall’inizio del conflitto.

A contare di più è il fatto però che Bitcoin non abbia risentito affatto delle discussioni che parlano di rialzo dei tassi (in Europa i mercati lo danno per certo entro fine 2026) e il conseguente spostamento di certe puntate sui mercati.

La risposta che possiamo darci, per ora, è che rispetto all’inflazione e sul medio e lungo periodo, Bitcoin non è granché collegato a questa metrica.

Domani avremo gli attesi dati sull’inflazione USA: alle 13:30 sapremo cosa racconta la CPI per il mese di febbraio – mese ancora non colpito dalle conseguenze dalla guerra. Bitcoin potrebbe reagire, ma non sarà quello il fattore X per capire dove potrà andare i prossimi mesi.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments