Domina ancora l’incertezza sui mercati finanziari globali. Mercoledì mattina scrivevamo di una situazione di calma apparente e la giornata ha confermato questa lettura. Gli indici azionari si sono mossi in modo contrastato mentre le crypto sono riuscite a chiudere ancora in positivo, con Bitcoin a +0,36% ed Ethereum a +0,76%. Entrambi sono però in calo nelle prime ore di questa mattina, così come i mercati azionari.
Incertezza diffusa tra le crypto e indici azionari
Questa fase di incertezza si rispecchia nell’andamento dei prezzi di tutte le Top 20, osservabile sul grafico 1H dalla mezzanotte dell’11 marzo, in cui si può vedere una serie di movimenti in swing all’interno di un range ristretto e con un’inclinazione del trend in calo nelle ultime ore della sera di mercoledì.

Hyperliquid resta il miglior token con un +5,28% nelle ultime ore e risulta essere anche il token con il rialzo maggiore di marzo, attestandosi a +15,27%. Il resto dei token principali si trova a cavallo o poco sotto la linea dello zero da ieri. Il peggiore risulta essere Zcash con un -7,90%, preceduto da Dogecoin con un -2,68%
Bias ribassista in apertura con futures in rosso

La giornata di oggi, giovedì 12 marzo, si appresta a essere nuovamente di incertezza e con un bias ribassista, come confermano le aperture dei futures dei principali mercati internazionali: l’S&P 500 registra un -0,87% e il Dow Jones un -1,05%. Medesima situazione in Europa, con l’EuroStoxx che segna un -0,88%. In rialzo invece il VIX, con un +6,33% che lo porta a 24,4 punti.
L’oro prosegue la sua fase di indecisione e si attesta a 3.150$ l’oncia, in negativo a marzo dell’1,60%.
Petrolio torna a salire e il differenziale tra le scadenze resta decisivo
Il tutto è ancora legato all’andamento del prezzo del petrolio e al valore della cosiddetta “Trump put” sulla fine della guerra, che ha subito un rapido time decay (decadimento) come si usa dire nel gergo delle opzioni.

Il greggio è oggi in rialzo del +6,98% e quota attualmente 93,27 dollari. In allegato riportiamo l’andamento sia della prima scadenza che di quella di giugno 2026 (CLM2026) anch’essa in rialzo del +5,23% a 88,81 dollari. Vi rimandiamo all’articolo sulla backwardation, per comprendere l’importanza del differenziale tra le due scadenze. Più si andrà a restringere, con il rialzo delle scadenze lunghe, più le tensioni si faranno reali sul lungo periodo.
Cosa ci dice il grafico weekly di Bitcoin
La situazione di Bitcoin ed Ethereum sul grafico daily resta invariata, con il prezzo all’interno delle rispettive aree di congestione. Questo scenario accomuna anche molti altri token e, per non risultare ripetitivi nel mostrare grafici che non stanno variando, spostiamo l’analisi sul grafico weekly di Bitcoin, che offre spunti operativi più interessanti.

Attualmente BTC quota 69.369 USDT ed è in rialzo del +5,10% su base settimanale. Questo rialzo conferma i segnali di rallentamento del ribasso e il tentativo di reazione rialzista già avviato la settimana scorsa, anche se il prezzo aveva poi ritracciato. Per avere conferme di un tentativo di rimbalzo strutturale, BTC deve rompere la prima area di resistenza in area 74.700 USDT, per poi proseguire verso il breakout della zona compresa tra 79.000 e 80.000 USDT. Finché resterà al di sotto di questi livelli, i rischi di ulteriori discese rimarranno presenti.
Il setup weekly torna a dare segnali:
Nella parte inferiore del grafico abbiamo inserito il setup degli indicatori weekly, che resta ampiamente in negativo. Tuttavia si può osservare un restringimento tra l’indicatore e la sua media, con un possibile incrocio in positivo nelle prossime settimane.
Ricordiamo che questo setup ci aveva dato il segnale di uscita a fine agosto, rimanendo poi in territorio negativo da allora. Ciò significa che il setup era uscito dalle posizioni long e si era perso la fase dell’ultimo ATH di ottobre, ma al contempo si è evitata l’intera fase di ribasso successiva.
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