Il token di uno storico protocollo DeFi sta andando completamente controcorrente rispetto al resto del comparto crypto. Parliamo di $DRV, moneta della piattaforma di derivati on-chain Derive, che molti ricorderanno con il vecchio nome di Lyra Finance prima del cambio di identità nel 2024. Ebbene oggi, 12 marzo, questo token sta piazzando una performance del +60%, con il rally che si estende a +150% se contiamo tutta l’ultima settimana.
Mentre scriviamo $DRV negozia a $0,105, con volumi di trading spot in forte rialzo dalla sessione di ieri. Ma i veri volumi che ci interessano, e che spiegano la recente crescita della criptovaluta, riguardano quelli del mercato delle opzioni, dove Derive concentra il suo core business, e dove proprio in questi giorni si è registrata un’espansione straordinaria dell’attività.
Che cos’è e come funziona Derive?
Derive è una piattaforma DeFi che offre prodotti di trading derivati su mercati crypto come futures ed opzioni. Presenta in realtà anche una piccola sezione per le operazioni spot, ma con peso meno rilevante rispetto alla nicchia dei derivati.
Il protocollo è stato uno dei primi a portare le opzioni direttamente on-chain tramite il vecchio vestito di Lyra Finance, poi ribrandizzato in Derive nel 2024 con l’obiettivo di ampliare la propria offerta e cambiare posizionamento. Oggi questo progetto si distingue da altri competitor, primo su tutti Deribit (che presenta la quota maggiore nel mercato delle opzioni crypto) per il fatto di essere costruito quasi interamente su blockchain.

Gli utenti possono acquistare contratti call e put direttamente dal proprio wallet non custodiale, mantenendo intatti i principi di self-custody ed operando su un’interfaccia professionale. I premi relativi ai vari strike price sulle diverse scadenze vengono costruiti off-chain, così come avviene fuori dalla catena anche il matching degli ordini tra utenti (così come fanno tutti i perpetual DEX).
Il settlement invece viene gestito direttamente sull’infrastruttura in modo pubblico e verificabile, rendendo l’intero processo altamente professionale, ma degno di un’operatività trustless, o per lo meno trust-minimized.
Opzioni crypto: boom di volumi Derive
Ora, la questione più interessante su Derive è che i volumi nozionali sulle opzioni crypto sono letteralmente esplosi negli ultimi giorni, arrivando il 10 marzo a toccare quota $240 milioni. In particolare, in quella seduta si è registrato il trade più grande della storia del protocollo, con un utente (più verosimilmente un fondo o un’istituzione) che ha costruito una options structure da oltre $130 milioni su Bitcoin, con scadenza marzo.
Per i più curiosi, la struttura è tipica di una put butterfly e consiste nei seguenti trades:
- Acquisto di 500 contratti put con strike a $62.000
- Vendita di 1000 contratti put con strike $65.000
- Acquisto 500 contratti put con strike a $68.000.
Si tratta di una strategia che è volta a ridurre il rischio direzionale, e che guadagna se il prezzo di Bitcoin dovesse avvicinarsi a $65.000 alla scadenza.
Ad ogni modo, al di là della strategia del trader, è importante comprendere che questa è l’operazione più grande in termini di volumi nozionali di tutto lo storico di Derive, nonché probabilmente di tutto il settore delle opzioni on-chain. Parallelamente, da inizio anno sulla piattaforma si è osservata anche un’impennata del numero di trades, a testimonianza della crescita dell’interesse speculativo degli utenti.

Derive diventa il terzo protocollo DeFi per OI
Quest’aumento improvviso dei volumi di trading sulle opzioni crypto, ha permesso a Derive di posizionarsi al terzo posto nella classifica delle piattaforme DeFi per open interest, ossia per la somma del valore nozionale di tutte le posizioni ancora aperte sui mercati derivati. Attualmente il dato segna $1,34 miliardi, numero inferiore solo ad Aster ed Hyperliquid, che però operano principalmente sui futures.
Invece tra la nicchia dei protocolli DeFi che offrono verticalmente solo prodotti basati su opzioni, Derive si colloca agevolmente al primo posto, sia in termini di open interest che anche di premi pagati e volume di scambio.
Ricordiamo anche che l’open interest su protocolli di questo tipo è destinato a crollare di default alla scadenza delle opzioni più cariche, in quanto semplicemente le posizioni vengono chiuse in automatico. Bisogna dunque guardare questo dato in momenti diversi ed interpretarlo a seconda delle situazioni.

$DRV vola a +60% sui mercati crypto
Chiaramente questi record hanno innescato una forte ondata speculativa al rialzo sul token $DRV, che rappresenta la crypto di governance dell’ecosistema Derive. Si tratta di una moneta relativamente piccola, con una capitalizzazione di appena $78 milioni ed una FDV di $159 milioni, metriche tali da guadagnare il rank #273 sulla classifica di Coinmarketcap.
Dal 7 marzo, il grafico di $DRV ha iniziato a sparare verso l’alto, fino a registrare un apprezzamento complessivo di circa il +150% nel giro di appena 5 giorni. Ora la crypto è in fase di price discovery, ma con un indicatore RSI che segnala un eccesso in zona ipercomprato.
La sua price action dipenderà molto anche dall’andamento dei volumi e dell’open interest nei prossimi giorni. Se ci saranno altri trades multimilionari, che spingeranno ad un nuovo massimo nelle metriche, allora molto probabilmente il rally potrà continuare senza troppi intoppi.

Facciamo presente che il team di Derive esegue dei buyback periodici con le commissioni guadagnate dal protocollo. Solo nell’ultima settimana hanno acquistato 642.832 token $DRV, una quantità relativamente piccola ma comunque significativa per una moneta a bassa capitalizzazione.
Da un punto di vista prettamente economico, il token risulta prezzato ad una valutazione ottimistica, con un P/S pari a 25x, ma molto sottovalutato se guardiamo al rapporto tra OI del protocollo e marketcap del token.
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