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Bitcoin e crypto in frenata: aumentano gli short – mercato ancora controllato dalla paura 

Male per Bitcoin e crypto, ma probabilmente non è questo il momento giusto per disperarsi. Ecco cosa guardare per le prossime sessioni.

Bitcoin e crypto hanno arretrato sui grafici dopo il rimbalzo della scorsa settimana, complice soprattutto un quadro macroeconomico ancora molto incerto a fronte delle parole di Jerome Powell in conferenza stampa della FED. Anche gli indici azionari fanno un passo indietro, evidenziando un minor appetito per il rischio su tutti gli asset risk-on, mentre il comparto degli asset digitali soffre di un aumento delle coperture ribassiste.

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Già in questa analisi del 10 marzo vi avevamo avvisato di un contesto fortemente dominato dalla speculazione sui futures, con poca domanda organica sul fronte spot, e con prezzi guidati da nervosismo ed alta volatilità. Ora siamo qui per fare il punto della situazione e cercare di capire fino a dove questa fase di tensione potrà spingersi.

Bitcoin e crypto: segnali incoraggianti dalle stablecoin ma ancora tanta pressione a ribasso

La scelta di mantenere tassi invariati, e la successiva pronuncia di Powell in conferenza stampa di casa Federal Reserve, hanno complicato le cose per un mercato crypto che, almeno negli ultimi giorni, aveva mostrato un insolito ottimismo. Sul fronte dei flussi di denaro on-chain, ieri si era registrato un enorme inflow di stablecoin sugli exchange, dinamica che aveva fatto pensare ad un possibile follow-up della domanda su Bitcoin e altcoin.

Invece a quanto pare, abbiamo assistito a un netto incremento di posizioni short, con tanti investitori che hanno preferito puntare su un assorbimento della leg up piuttosto che puntare alla rottura della resistenza locale a $76.000. Inizialmente, con il breakdown dei $72.000, c’è stata una breve pulizia dei traders esposti long, per poi proseguire con l’aumento dell’aggressività lato ask e il progressivo rafforzamento della componente net short, come confermato anche dall’aumento dell’open interest nelle ultime ore.

Bitcoin dati futures
Bitcoin dati futuresFonte dati: https://legend.coinglass.com

Come spiegato anche in diverse analisi recenti, in questo momento Bitcoin si muove in maniera estremamente dinamica, con gli eventi macro e geopolitici che possono aggiungere una forte componente di volatilità agli scambi. Il mercato delle opzioni evidenzia perfettamente questa situazione, con ATM IV su scadenze di breve fortemente reattiva e uno skew che pende ancora dalla parte delle protezioni put. 

Lo scenario più ampio non è così bearish come si potrebbe pensare, visto un graduale miglioramento delle condizioni dopo il bottom locale a $60.000. Ma manca ancora una spinta dalle borse spot, che sarebbe fondamentale per riprendere slancio.

Funding rate dei futures Bitcoin ancora esposti lato vendita

Proprio perché sono le speculazioni dei futures a dettare legge in questo momento, è importantissimo analizzare quali forze del mercato stiano chiedendo più leva per gli scambi. Ebbene purtroppo, come visibile dall’andamento dei funding rate, sono diversi giorni che i tassi risiedono in territorio negativo, evidenziando dunque una maggiore partecipazione dei venditori allo scoperto.

Guardando a maggior ragione l’indicatore “Perpetual market Direction Premium”, che calcola semplicemente la somma dei pagamenti funding su una media di 30 giorni, notiamo che l’ultimo tentativo di rally (da fine febbraio in poi) si è interfacciato con un premium che ha continuato a scendere fino a toccare valori negativi.

Questo vuol dire banalmente che qui, a differenza di altri rialzi, come ad esempio nelle tre ondate bullish dell’ultimo ciclo, sta prevalendo la pressione ribassista degli short.

Perpetual Premium Bitcoin
Perpetual Premium BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com

Ethereum meglio di Bitcoin su questo dato

Sempre rimanendo sul tema funding rate, vi facciamo notare come Ethereum in questo momento sembri più disposto ad accogliere rialzi rispetto a Bitcoin. Fermo restando che durante l’ultimo rimbalzo anche su Ether i tassi sono scivolati in zona negativa, vediamo come, in termini relativi, la situazione risulti comunque leggermente più accomodante per i tori.

Infatti guardando allo spread tra i funding di $BTC e quelli di $ETH, emerge come dopo il bottom di febbraio si sia verificata un’ampia divergenza, con i tassi arancioni che hanno incrociato a ribasso quelli azzurri, come visibile dal grafico. Ad aprile 2025 una situazione simile aveva segnato il bottom della coppia ETH/BTC, lasciando qualche sessione di sovraperformance per Ethereum nel breve/medio periodo, prima dell’inversione di agosto.

Spread funding rate Bitcoin Ethereum
Spread funding rate Bitcoin Ethereum Fonte dati: https://studio.glassnode.com

Rigetto degli short-term holders sul mercato spot di Bitcoin

Aggiungiamo un ulteriore elemento di riflessione a quest’analisi, osservando questa volta una dinamica relativa al mercato spot di Bitcoin. Purtroppo in questo frangente gli short-term holders, ossia i detentori di $BTC attivi entro gli ultimi 6 mesi circa, stanno muovendo monete ancora in condizioni di perdita.

Dopo l’ultimo breve rally l’indicatore SOPR aveva superato il punto 1 di breakeven, ma molti short-term ne hanno approfittato per scaricare posizioni, indebolendo ulteriormente la struttura di Bitcoin. Questo non è un buon segnale, in quanto mostra ancora un sentiment di sfiducia e paura da parte degli investitori più posizionati su orizzonti di breve.

Un pattern simile si è verificato a metà gennaio, poco prima della successiva dolorosa leg down. In tutto ciò però la finestra di debolezza degli STH si sta riducendo, in quanto con il passare del tempo, molti degli utenti che avevano comprato sopra i $100.000 (prima di novembre), usciranno gradualmente dalla categoria.

Short-term SOPR
Bitcoin Short-term SOPRFonte dati: https://cryptoquant.com

Cosa guardare da qui in avanti per Bitcoin e crypto

Ci sono molte chiavi di lettura disponibili in questo momento per Bitcoin e crypto. Chi vi scrive preferisce guardare l’outlook con il bicchiere mezzo pieno, essendo in corso una progressiva ricostruzione delle posizioni rialziste nel medio/lungo periodo.

Ora come ora, come visto sopra, c’è ancora una dominanza della paura e della pressione di vendita, ma non è detto che questa condizione debba proseguire ancora a lungo. Ciò che serve adesso per ritrovare fiducia è una maggiore spinta sul fronte delle negoziazioni spot, e una continuità nei flussi di investimento statunitensi, magari con un Coinbase Premium Index che mantiene il suo valore positivo ancora a lungo.

Per il resto, nel breve, tutto dipende da questioni esogene ai mercati crypto, su cui i dati on-chain e le analisi volumetriche non hanno grande voce in capitolo.

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