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ROSSO AZIONi

Crollo azioni crypto, male indici USA. BCE minaccia rialzi ai tassi. Sindrome da petrolio, Bitcoin lotta

Le azioni dei gruppi crypto sono tra le peggiori, anche se Bitcoin e alt tengono. Male indici USA. Paura petrolio soprattutto in Europa.
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È una sessione americana molto complicata, ancora condizionata dai problemi legati alla guerra in Iran, che stanno avendo delle importanti ripercussioni sul greggio. Dow perde oltre 400 punti, quasi l’1%, male anche S&P 500 e Nasdaq 100. Poco meglio di Dow Russell 2000. Bitcoin tiene poco sotto i 70.000$, con una perdita sulle 24 ore però che supera il 2%.

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Intanto arrivano “brutte notizie” per i mercati anche in Europa, con la possibilità che BCE decida già dal prossimo meeting per un rialzo dei tassi. In area euro l’impatto dei rialzi di petrolio e soprattutto di gas si avvertirà di più, e già da aprile (in vista del meeting di giugno) la Banca Centrale Europea potrebbe intervenire.

Una situazione complessa

La situazione sui mercati rimane della massima complessità, con le criptovalute e Bitcoin che però non sono in alcun modo le peggiori per performance. Nasdaq sotto i 22.000 perde quasi l’1% e fanno poco meglio gli altri due indici principali delle borse USA, ovvero S&P 500 e Dow.

Crisi piena per l’oro, che si trova a quasi 1.000$ di distanza dai massimi per oncia, per una correzione che fa paura e che non sembra ancora aver trovato un bottom.

  • Le mosse annunciate dagli Stati Uniti per il petrolio

Il prezzo del petrolio sale di “poco”, ovvero di circa lo 0,5% sui futures a più breve scadenza del WTI e di poco più dell’1% invece per i futures a più breve scadenza per il Brent. A condizionare la volatilità sul greggio sono stati diversi annunci degli Stati Uniti, che hanno parlato anche della possibilità di rimuovere le sanzioni per il petrolio iraniano che è già per mare.

Dalla conferenza stampa di Powell: ieri il presidente di Federal Reserve è stato punzecchiato anche sulla questione petrolio. Fed non terrà conto dei rialzi, perché non è in grado – ha affermato Powell – di stabilirne l’eventuale durata. Si tratta in realtà di dottrina standard per quanto riguarda l’atteggiamento delle banche centrali a fronte dei rialzi del settore energetico. Se BCE deciderà di muoversi, è perché l’impatto sarà tale da causare ulteriori problemi a un’inflazione che è in risalita da tempo.

Domanda fiacca per Bitcoin e crypto negli USA

C’è il dato del Coinbase Premium, che segna lo scarto di prezzo tra Coinbase e gli altri exchange, che segnala una domanda comunque fiacca per Bitcoin spot negli USA.

Non è un grafico necessariamente accurato dei movimenti, ma aiuta a comprendere il mood dei mercati, in quella che è una giornata durante la quale ci si leccano sia le ferite di guerra, sia i postumi del FOMC di ieri.

Male il grosso dell’azionario crypto, con nessuna delle aziende del settore che è in gain. Corregge in modo importante Circle, che perde il 5,75%.

TitoloPrezzoAndamento
MSTR136,52-2,75%
COIN198,25-1,98%
GLXY28,60-3,44%
CRCL124,47-5,64%
WULF15,18-1,01%

La sessione USA per le azioni crypto principali

Nel complesso, una situazione di ancora grande agitazione, che probabilmente non si scioglierà sul breve.

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Guido
Guido
3 secondi fa

Ma bitcoin non era una riserva di valore ? Si vede molta sofferenza in giro,cosa dobbiamo fare….