Il mese di marzo si sta mostrando positivo per il settore crypto, in larga parte in verde con Bitcoin in rialzo del +5,69%. Tutto ciò in contrapposizione con gli indici azionari globali che sono in negativo. Anche il bene rifugio per eccellenza, l’oro si trova in contrazione del -12,80% su base mensile. Al contempo, l’asset finanziario con il miglior rialzo in questo 2026 è il petrolio con il +71%.
Marzo in verde per Bitcoin e le crypto
Al momento questo rialzo di Bitcoin (BTC) a marzo lo possiamo considerare un puntino verde all’interno di una leg ribassista che sta durando da sei mesi consecutivi. Sul grafico monthly riportiamo una panoramica dell’andamento del prezzo di BTC, che attualmente quota 70.669 USDT.

Su questa view abbiamo il vettore principale dal minimo di novembre 2022 a 15.480 USDT, da dove si è esteso un rialzo con una serie di swing e consolidamenti che ha portato a una serie di massimi. L’ultimo ATH a 126.272 USDT è stato registrato a ottobre 2025. Da lì un netto ribasso con cinque mesi in rosso e rottura di numerosi supporti, fino ad arrivare alla principale area dei 61.000 USDT. Questa zona corrisponde al 50% dei ritracciamenti di Fibonacci del vettore che va dalla nascita di BTC fino all’ATH.
Chiusura mensile e livelli chiave per BTC
Sarà molto importante la chiusura della candela mensile per poter trarre qualche conclusione, e soprattutto a che prezzo chiuderà. Fondamentale sarà la tenuta sopra l’area supportiva tra 61 e 57.000 USDT.
Sul lato lungo, BTC ha una prima resistenza rilevante a 74.500 USDT, già toccata durante questo mese di marzo, da dove il prezzo è ora in ritracciamento. Il livello più rilevante passa però a 79.000 USDT, il cui breakout confermerebbe la forza di un tentativo di rimbalzo.
Un segnale grafico da non sottovalutare per Bitcoin
Tagliando il tempo e passando ad analizzare la situazione di Bitcoin sul grafico weekly, abbiamo la panoramica degli ultimi 12 mesi. Dai minimi di aprile 2025 a 74.500 USDT con il relativo rimbalzo, ATH e successivo ritracciamento.

Su questa panoramica grafica sono evidenziate due simmetrie che probabilmente non faranno piacere, ma è corretto segnalare tutti gli aspetti, anche quelli che potrebbero diventare negativi. Sul grafico ci sono due canali rialzisti in arancione. Soffermandoci sul primo, che parte dal minimo di novembre, si può vedere come a gennaio sia stato rotto al ribasso con crollo fino a 60.000 USDT. Questo movimento ha configurato un pattern bearish flag.
Canale rialzista in formazione su BTC
Adesso dal minimo di febbraio è in corso un tentativo di rimbalzo, che a sua volta possiamo inserire all’interno di un canale rialzista in formazione. Per allontanare il rischio di avere un’altra bearish flag sarà fondamentale la chiusura sopra la resistenza dei 79.000 USDT per uscire al rialzo nelle prossime settimane da questo canale.
Dal Coinbase Premium Index pressione di vendita dagli USA
Un ulteriore dato da osservare è il Coinbase Premium Index, che misura la differenza di prezzo tra BTC su Coinbase e sugli altri principali exchange globali. È un indicatore chiave dei flussi di domanda provenienti dal mercato americano, che è quello che spesso offre liquidità a Bitcoin.

Dal grafico allegato emerge un quadro inequivocabile. Per tutto il 2026 il premium è stato quasi costantemente in territorio negativo, con l’ultima lettura a -143,63$ e picchi fino a -175$. Significa che su Coinbase, BTC viene scambiato a forte sconto rispetto al resto del mondo.
I brevissimi spike in positivo, visibili intorno al 7 e al 13 marzo, sono stati subito riassorbiti. Il dato segnala una pressione di vendita da parte degli investitori americani che dura da tre mesi. Non si tratta di debolezza momentanea, ma di un trend persistente che suggerisce cautela.
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