Si apre una settimana difficile per i mercati finanziari, con le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran a dominare il quadro macro. Nell’apertura notturna dei futures azionari si registrano ribassi generalizzati: S&P 500 a -0,34%, Dow Jones a -0,25% e EuroStoxx a -1,31%. Il mercato crypto è in contrazione da una settimana, con Bitcoin ed Ethereum che testano i rispettivi livelli di supporto principali dei movimenti dai minimi di febbraio ai recenti massimi.
Trump e tensioni su Hormuz agitano le crypto
Dal grafico allegato è ben evidente la fase di ribasso sui mercati globali, che ha trovato accelerazione negli ultimi giorni. In questo contesto, l’indice VIX ha accelerato al rialzo e oggi segna già un +3%.

Il quadro geopolitico è dominato dallo scontro tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump ha imposto un ultimatum di 48 ore per la riapertura dello Stretto di Hormuz, con la minaccia esplicita di colpire infrastrutture energetiche iraniane in caso di mancato rispetto. Teheran ha risposto con toni duri, ventilando attacchi a impianti energetici e rotte strategiche. Il punto centrale resta Hormuz, snodo da cui passa circa il 20% del petrolio globale.
WTI e Brent sotto pressione
Il prezzo del petrolio rimane il market mover che influenza l’economia globale, con una serie di conseguenze a catena, da inflazione a crescita dei tassi di interesse. Bisogna fare una distinzione, che sta portando un po’ di confusione nei meno esperti del settore. Sono diffusi due prezzi relativi al greggio.

Il primo è il petrolio WTI, benchmark americano, che quota attualmente 98,79 dollari con un +0,57% e nella notte ha toccato un massimo a 101,50 dollari, tornando sopra i 100. L’altro è il Brent, benchmark globale e più rilevante nel contesto del conflitto in Medio Oriente, che si trova ancora più in alto a 112,71 dollari, in forte accelerazione rialzista nelle ultime sedute. Lo spread tra i due contratti si è ampliato a circa 14 dollari, segnale che la crisi nello Stretto di Hormuz sta impattando maggiormente le forniture mediorientali prezzate sul Brent.
Bitcoin in ritracciamento
Il mercato crypto sta risentendo nelle ultime settimane delle tensioni, seppur resta in positivo a marzo per la maggior parte dei token. Attualmente Bitcoin (BTC) quota 68.669 USDT e ha chiuso la settimana in contrazione del -6,80%, portando l’andamento da inizio marzo a +2,80%. Nel 2026 è invece in negativo del -21,71%.

Sul grafico daily allegato abbiamo una panoramica dell’andamento del prezzo di BTC dell’ultimo mese. Si può osservare la fase di congestione che era stata rotta al rialzo una decina di giorni fa, portando il prezzo sul primo livello di resistenza dei 74.500 USDT. BTC si è fermato facendo un massimo a 76.030 USDT e ha iniziato la fase di ritracciamento, ormai in atto da sei giorni.
Supporto a 68.000 USDT
Oggi il prezzo è leggermente in rialzo con un +1,22%. Dal punto di vista tecnico si sta appoggiando sull’area di supporto dei 68.000 USDT. Il livello fa riferimento al vettore dal minimo di febbraio a 60.000 USDT fino al recente massimo e corrisponde al 50% dei ritracciamenti di Fibonacci. Ieri il prezzo ha registrato un minimo a 67.350 USDT, scendendo sotto la media mobile (SMA 50) e chiudendo sotto, dando un ulteriore segnale di debolezza.
Per provare un tentativo di rimbalzo, BTC ha una prima resistenza di breve termine in area 70.650 USDT e la successiva più rilevante in area 71.670 USDT. Il superamento di queste ultime confermerebbe la forza di un eventuale movimento di ripresa.
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